Napoli, la “serenata al contrario” toglie il sonno ai residenti: «Impossibile vivere così»

Napoli, la “serenata al contrario” toglie il sonno ai residenti: «Impossibile vivere così»
di Antonio Folle
Domenica 30 Ottobre 2022, 16:47 - Ultimo agg. 31 Ottobre, 07:40
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«Non riusciamo più a dormire, siamo esasperati da una situazione che va avanti da anni nel silenzio più totale delle istituzioni che fanno poco o nulla per garantire una vita dignitosa ai napoletani e che, invece, preferiscono girarsi dall’altra parte di fronte ad uno scempio che qualcuno scambia per folclore».

Inizialmente l’immagine di un uomo che “armato” di microfono e amplificatori si lanciava in improbabili “serenate al contrario”, aveva destato una certa ilarità nei napoletani. “Topolino”, al secolo Antonio Borrelli, da ormai diversi anni è tristemente noto non solo per i suoi trascorsi con la giustizia, ma soprattutto per essere autore di un nuovo modo di intrattenere i turisti. Borrelli, infatti, ogni giorno dal balcone di casa sua, a via Atri, improvvisa serenate “dall’alto”, calando un vistoso paniere per le “offerte” dei turisti che, in verità, sembrano apprezzare le esibizioni, quasi tutte a sfondo neomelodico.

Quando il fenomeno delle “serenate volanti” è nato, nell’ormai lontanissimo 2016, anche i residenti della zona avevano mostrato - grazie anche alle efficace copertura mediatica di cui si è avvalso Borrelli - un certo apprezzamento. Poi, piano piano, quello che inizialmente è stato scambiato per folclore tipico napoletano è venuto fuori per quello che in realtà è: fracasso continuo, impossibilità di dormire, necessità di barricarsi in casa per cercare riparo dalla musica ad altissimo volume e liti continue scatenate da chi, in fondo, non chiederebbe altro che di poter vivere dignitosamente in casa propria.

E pensare che, nel 2016, quando è nato il fenomeno della posteggia volante, qualcuno aveva inizialmente proposto addirittura di associare le esibizioni di Borrelli al Maggio dei Monumenti. Un azzardo che, fortunatamente, non ha avuto seguito ma che è, probabilmente, indicativo della deriva culturale di quegli anni, dove bastava veramente poco per entrare nel “giro” della cultura o, forse più correttamente, di una certa sub-cultura in salsa partenopea.

«Ci sono giorni in cui è quasi impossibile anche solo uscire o rientrare in casa - la testimonianza di Bona Mustilli, residente in zona - perché siamo circondati da un vero e proprio muro umano difficile da superare. Alle migliaia di persone che si ammassano ogni giorno in questa zona per visitare le numerose pizzerie si aggiungono le molestie di un personaggio che ormai agisce incurante di qualsiasi tipo di lamentela, storpiando canzoni neomelodiche dal suo balcone e rendendo praticamente impossibile vivere senza barricarsi in casa. Abbiamo presentato esposti e denunce - continua la cittadina - ma non è servito a niente. Nemmeno le forze dell’ordine sembrano avere il potere di mettere un freno ad un fenomeno che non ha niente a che vedere con il folclore ma che, invece, è figlio di quella cultura secondo la quale ognuno può fare quello che vuole, incurante dei sacrosanti diritti degli altri abitanti della città».

In una zona dove la vivibilità è già notevolmente “complicata” dalla contemporanea presenza di una delle più rinomate pizzerie napoletane - circondata da altre decine di attività che attirano migliaia di turisti da ogni parte del mondo - nemmeno le frequenti “visite” di Carabinieri e polizia Municipale sembrano essere bastate per mettere un freno ad un fenomeno che sta contribuendo a rendere letteralmente invivibile un pezzo di Napoli. Quella Napoli dove ormai i residenti sembrano essere diventati superflui, sacrificati sull’altare del turismo selvaggio che sta spolpando il ventre antico della città giorno dopo giorno.

E la riforma Cartabia che andrà in vigore nei prossimi giorni rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Secondo le nuove regole che andranno in vigore dall'inizio della prossima settimana, infatti, per ragioni che riguardano il disturbo della quiete pubblica sarà necessaria querela di parte - non saranno più ammesse segnalazioni anonime - per ottenere l'intervento delle forze dell'ordine. 

«Non è detto - ha dichiarato il presidente del Comitato Vivibilità Cittadina e Qualità della Vita Gennaro Esposito - che tutte le cose apparentemente apprezzate dai turisti debbano essere concesse. Purtroppo stiamo assistendo ad un triste fenomeno, quello che vede una città che, pur di darsi una vocazione turistica, da sfogo ai suoi istinti primordiali. Per quanto riguarda la situazione di via Atri - continua Esposito - ci è stato segnalato che addirittura un inquilino è stato costretto a lasciare la propria abitazione a causa dei continui rumori molesti che lo stavano esasperando. Non bisogna inoltre dimenticare che a poche decine di metri c'è un istituto scolastico e che questi continui schiamazzi disturbano la tranquillità dei ragazzi e degli insegnanti. La riforma che andrà in vigore nelle prossime ore - ha poi concluso - non farà altro che mettere in difficoltà l'azione di comitati civici ed associazioni che da anni si battono per contrastare questi fenomeni di degrado umano e sociale che interessano il nostro centro storico».

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