Napoli, si filmano mentre inseguono rider per rapinarlo: «Era uno scherzo»

Giovedì 7 Gennaio 2021 di Gennaro Morra
Due frame del video dell'inseguimento del rider

Pare sia stato uno scherzo, di dubbio gusto, quello messo in scena da alcuni ragazzi, che si sono filmati mentre a bordo di un’auto inseguono un rider con l’intento di bloccarlo e derubarlo. Il video è stato poi pubblicato su TikTok con un titolo inequivocabile: “Facendo le rapine”. E anche ciò che si sente non lascia molti dubbi: «Vai ca c’’o magnammo» («Vai che ce lo mangiamo» che in gergo dialettale vuol dire “Ora lo fottiamo”) ripete uno degli occupanti di quella che sembra essere una Smart. E un altro, probabilmente alla guida, risponde: «Fatti i cazzi tuoi».

Il video, girato probabilmente in una strada della periferia napoletana, ha suscitato molte polemiche e indignazione, soprattutto alla luce di quanto accaduto al rider napoletano brutalmente picchiato e rapinato dello scooter in via Calata Capodichino nella serata del 3 gennaio. «Sono arrivati a prendersi gioco di una vicenda drammatica – dichiara Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, che a sua volta ha pubblicato il video sulla sua pagina Facebook –. Purtroppo c’è una parte della società che è malata, che esce la sera (in piena zona rossa) per deridere e impaurire i rider che non fanno nient’altro che il proprio lavoro». Infatti, uno degli autori del video ha contattato il conduttore de La Radiazza, programma in onda su Radio Marte e a cui collabora lo stesso Borrelli, per chiarire la vicenda: «È stato solo uno scherzo, siamo pentiti – ha scritto il ragazzo, come ha raccontato Gianni Simioli durante la trasmissione –. Mi stanno massacrando, ma era solo un gioco».

Intanto, tra “scherzi” e veri e propri assalti, i lavoratori delle consegne a domicilio denunciano le condizioni di insicurezza in cui sono costretti a lavorare: «Quello che è accaduto a Gianni, il rider aggredito a Napoli, è la presentazione delle difficolta e dei pericoli che quotidianamente siamo costretti ad affrontare – ha raccontato Emanuele Petrone, portavoce dei rider di Glovo di Napoli centro, durante un incontro con Borrelli –. Il problema sta nella mancanza di tutela e di diritti da parte delle istituzioni e dello Stato. Noi lavoriamo con partita iva, paghiamo le tasse ma non abbiamo diritto a nulla, niente ferie, niente malattie, nessun rimborso spese, nessuna esenzione. Vogliamo essere tutelati ed avere diritti ed essere riconosciuti come categoria».

Lo stesso consigliere regionale ha poi aggiunto: «I rider vanno riconosciuti come categoria e tutelati. Lavorano per 25-30 euro al giorno con pioggia, freddo, rischiando rapine, aggressioni e spesso sono anche vittime di ordini “scherzo”.  Questi lavoratori devono potersi organizzare come categoria riconosciuta ed avere diritti e rappresentati sindacali». E ha proseguito: «Soprattutto durante il lockdwn, queste persone hanno lavorato duramente per portare avanti il settore della ristorazione e distribuire le spese di genere alimentari dai supermercati, hanno svolto un compito essenziale e complicato, eppure nessuno ha riconosciuto i loro meriti e la loro indispensabilità. Noi siamo dalla loro parte e ci batteremo per i loro diritti».

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