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Napoli, duello Giano-Regione sullo Stadio Collana alla marcia della Pace

Giovedì 26 Maggio 2022 di Emiliano Caliendo
Napoli, duello Giano-Regione sullo Stadio Collana alla marcia della Pace

Quale futuro per lo Stadio Collana? Una domanda a cui hanno tentato di rispondere le diverse autorità presenti alla 27esima edizione della Marcia della Pace organizzata da Unicef e Municipalità 5. Difficile non parlarne considerando la presenza della Regione Campania, proprietaria dell'impianto, nella persona dell’assessore Lucia Fortini e dei manager dell’ex concessionario dello stadio, la società Giano. Dapprima però si è celebrato l’anelito di pace degli 800 bambini delle scuole elementari e medie del Vomero e dell’Arenella, sparsi lungo il prato del Collana, che hanno chiesto a gran voce al mondo dei «grandi» di impegnarsi per porre fine alla guerra in Ucraina.

«In un mondo in cui vengono sempre più violati i diritti umani, la libertà e la democrazia a favore di violenza e sofferenza, noi chiediamo la pace. I nostri governanti devono lavorare instancabilmente per fermare la guerra. È un dovere per loro e nel nostro piccolo per tutti noi, perciò, i politici devono riprendere a dialogare e proporre iniziative che portino alla pace. Mentre noi cittadini possiamo chiedere a gran voce la pace dai balconi e per le strade in ogni città, in ogni quartiere e in ogni scuola può nascere un comitato per la pace perché la storia deve aver insegnato qualcosa: non accada mai più che pochi uomini per i propri interessi possano stravolgere il mondo intero decidendo della vita di altri esseri umani», è stato l’appello del piccolo Leonardo, rappresentante del Consiglio Junior della Municipalità collinare. L'unico organismo di questo tipo presente in città, che riunisce i ragazzi delle scuole Primarie e Secondarie di 1° grado del quartiere, al fine di accrescere nei giovani la partecipazione democratica alla vita collettiva e richiamare l’attenzione degli adulti verso il mondo dei ragazzi e i diritti dell’infanzia.

Tra gli adulti hanno plaudito ai messaggi e agli striscioni arcobaleno dei giovanissimi studenti, la presidente di Unicef Campania, Emilia Narciso, e la presidente della Municipalità Vomero-Arenella Clementina Cozzolino. «Erano ben due anni che non si celebrava la Marcia della Pace a causa del covid», commenta soddisfatta quest’ultima. «Vedere oggi questi ragazzi, in questo impianto sportivo del nostro territorio, all’aperto, per marciare contro la guerra e ogni forma di violenza, quindi inneggiando alla pace, è qualcosa di straordinario. Sono tantissime le scuole che portano avanti dei progetti, a conclusione di un percorso che, come Municipalità, portiamo avanti col Consiglio Junior. Siamo fieri in questa Municipalità di avere dei consiglieri junior». La manifestazione quest’anno si è svolta nel chiuso delle mura del Collana perché, come denunciato da Cozzolino «essendo cessato lo stato di emergenza covid i percorsi tradizionali utilizzati per le precedenti edizioni della manifestazione sono invasi da occupazioni di suolo che rendono impossibile la realizzazione in sicurezza di eventi culturali così importanti sul nostro territorio».

La presidente dell’ex circoscrizione collinare assicura che sulla problematica dei permessi di occupazione di suolo pubblico la Municipalità «sta producendo altri atti da sottoporre all’amministrazione centrale». «Le strade – ha aggiunto - devono essere utilizzate in sicurezza dai pedoni. Quello che c’è adesso, non può essere mantenuto nel tempo. Bisogna rientrare ad una situazione di normalità, la normativa nazionale ci deve supportare in questo. Ci dev’essere un giusto equilibrio tra gli interessi dei commercianti e di tutti i cittadini che vogliono vivere in libertà le strade del nostro territorio, che devono essere utilizzate anche per eventi culturali».

La location dell’evento, lo Stadio Collana, negli ultimi giorni è stata nell'occhio del ciclone delle polemiche politiche a seguito della sentenza del TAR Campania che restituisce la gestione dell’impianto alla Regione sottraendola alla società Giano Srl, che la ricevette in concessione a seguito di una convenzione - poi revocata da un commissario regionale ad acta - stipulata con Palazzo Santa Lucia nel 2018. Sull’argomento si sono pronunciate tutte le istituzioni presenti, a partire dai diretti interessati. Per l’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini «il Collana è della Regione Campania, il Tar ha stabilito che la gestione deve tornare alla Regione, per cui ci saranno una serie di atti amministrativi da compiere». «Ciò che però mi preme di più – sottolinea - anche come persona che abita in questa Municipalità, è che il Collana torni a funzionare completamente. Vedere gli spalti ancora da ristrutturare fa male al cuore. Vedere che ci sono ancora una serie di strutture che non sono a norma e che non sono utilizzate dai nostri ragazzi è ovvio che fa un po’ rabbia. Spero che la Regione possa riprenderne possesso e ricominciare a riutilizzarlo nel migliore dei modi». A nome della Giano - ancora presente con uffici e dipendenti all’interno della struttura - l’amministratore delegato Gennaro Ferrara ne rivendica il modello di gestione: «Sono circa 2700 studenti che hanno frequentato questo stadio sin da quando è stato parzialmente aperto, insieme a 500 portatori di handicap, che a titolo gratuito usufruiscono dell’impianto. Ed è stato frequentato complessivamente da circa 20mila utenti da quando è stato aperto. È uno stadio stupendo con grandi potenzialità. Noi lo abbiamo aperto, con grandi sforzi, ma adesso in effetti stiamo ancora aspettando gli esiti della lite giudiziaria». Sul merito della sentenza l’ex rettore dell'Universita Parthenope non si è esposto più di tanto, ricordando che «le sentenze non si commentano: fortunatamente abbiamo tre livelli di giudizio, e naturalmente presenteremo ricorso al Consiglio di Stato come abbiamo già fatto la prima volta a seguito di sentenza negativa del Tar».

«Questo – ha rimarcato - è l’aspetto giudiziario ma ce ne sono altri da considerare. Come la distruzione di un’opera bellissima come questa. Non siamo quelli che hanno chiuso questo stadio, noi l’abbiamo aperto dopo trent’anni. Chi è stato il responsabile della chiusura? Questo è un discorso che farò personalmente al termine di questa vicenda, per la quale, ricordo, sono amministratore delegato a titolo gratuito». Il presidente del Coni regionale, Sergio Roncelli, pone l'accento invece sulla gestione pubblica degli impianti: «Qui c’è la storia dello sport a Napoli. Ed è importante che i ragazzi facciano la manifestazione proprio in questo stadio. Il Collana è un problema particolare, in mano alla magistratura che dovrà risolverlo. Perché fra ricorsi e controricorsi passerà sicuramente del tempo. Ricordo che quando gli impianti della legge 219 furono affidati al Comune di Napoli, e tramite il Coni alla federazioni, per vent’anni non c’è stato nessun problema: gli impianti funzionavano e se ne garantiva la conservazione. Bisogna sfruttare al massimo le competenze delle federazioni sportive sia da un punto di vista finanziario che gestionale».

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Roncelli ha inoltre ricordato l'opportunità per la riqualificazione dell’impiantistica cittadina rappresentata dalla candidatura di Napoli a Capitale Europea dello Sport nel 2026, concordata insieme al Comune di Napoli in base alla sottoscrizione di un protocollo congiunto. Una corsa che vedrà in prima fila l’impegno del Consiglio Comunale così come evidenzia la presidente dell’assise Enza Amato. «Penso che abbiamo tutte le carte in regola per ottenere questo risultato, abbiamo un lavoro importantissimo da fare sull’impiantistica sportiva, sistemando diverse cose che nel corso del tempo sono state tralasciate o comunque non gestite correttamente. L’amministrazione vuole preservare il diritto allo sport di tutti e lo vuole fare chiaramente garantendo degli impianti sportivi che siano all’altezza di una candidatura così importante come quella lanciata ieri in accordo con il Coni». Anche Amato sul Collana ha le idee chiare: «Se la garanzia della correttezza e la funzionalità di questo centro sportivo, dove la Regione Campania ha investito moltissimo in occasione delle Universiadi, è affidato all’ente regionale va bene. Ovviamente, in collaborazione con l’ente comunale, perché è un impianto che sta nella città di Napoli, quindi serve una partnership condivisa affinché il Collana torni ad essere vissuto da ragazzi e bambini».

Nonostante nel suo intervento alla platea di scolaresche, l'ad Ferrara abbia subito messo le mani avanti sulla proprietà della struttura, chiarendo che lo stadio appartiene «ai ragazzi...e alla Regione», la coabitazione di Giano e Regione Campania sul palco allestito per la Marcia della Pace ha scatenato l’ira di alcuni comitati ed esponenti politici locali. Questi vorrebbero una gestione pubblica, in concerto con le associazioni sportive, dello stadio del Vomero. «È quantomeno inopportuno, da un punto di vista dell’etica istituzionale, che Regione, Comune e circoscrizione partecipino ad un evento qui, ringraziando su una locandina pubblica, affissa ovunque, il presidente della Giano Gennaro Ferrara per l’ospitalità. Questo impianto è dei cittadini, non è del signor Ferrara o della Giano. Correvo al Collana, pagando 50 euro all'anno, fin quando non è subentrata la Giano. Adesso si paga 35 euro al mese, questa è la differenza tra gestione pubblica e gestione privata», tuona l’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Francesco Di Mauro, oggi presidente del Comitato San Martino. Della stesso parere il consigliere di maggioranza della Municipalità, Daniele Quatrano di Napoli Solidale – che ha distribuito dei volantini sulla vicenda nel corso dell'evento – e i gruppi di opposizione del parlamentino di via Morghen: Forza Italia con i consiglieri Antonio Culiers e Francesco Flores, Per Napoli con Cinzia Del Giudice e Valentina Barberio, Lega con Emanuele Papa. Durissimo l’attacco del giovane esponente del Carroccio, vicepresidente della Commissione trasparenza in Municipalità: «L'andazzo del Comune e della Regione nell'amministrare tutto in maniera monocromatica col Pd e col centrosinistra, non ci vedrà mai d’accordo. Questo modo di fare non tiene conto dei cittadini ma soltanto degli spot elettorali fini a sé stessi». Presente per esprimere il proprio dissenso anche la consigliera regionale del gruppo misto Maria Muscarà. «C’è un problema anche di tempistiche – afferma - fare questa manifestazione invitando la Giano due giorni dopo che la sentenza del Tar li ha asfaltati, dichiarando che la concessione è revocata, e ringraziando per la loro presenza, è veramente assurdo».

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