LUIGI DE MAGISTRIS

Napoli, caos traffico e lavori al palo ma il sindaco se ne va in Calabria

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, caos traffico e lavori al palo ma il sindaco se ne va in Calabria

Il traffico intorno alla galleria Vittoria è bloccato per via dei crolli, i lavori all’interno della galleria sono bloccati per decisione del Gip, le iniziative da prendere per superare questa impasse sono bloccate perché il sindaco de Magistris è già in campagna elettorale in Calabria. Alla fine il blocco si trasforma in paralisi per la vita di tanti napoletani che da 117 giorni aspettano la riapertura della galleria e probabilmente dovranno aspettarne almeno il doppio per riuscire a percorrerla nuovamente.

Il Gip ha deciso che non consentirà la riapertura nemmeno parziale della Galleria fino a quando non sarà in totale sicurezza. La decisione è scaturita dopo che un consulente ha letto il progetto presentato dal Comune di Napoli e lo ha giudicato inefficace ad evitare rischi sulla testa dei napoletani che transitano dentro al tunnel. Si tratta del documento del quale il nostro giornale ha parlato qualche giorno fa, un progetto sul quale, gli stessi tecnici che l’hanno redatto, hanno predisposto una data di scadenza chiarendo che i lavori attuali possono resistere al massimo cinque anni perché poi sarà necessaria una ristrutturazione profonda.

Il consulente della Procura non si è fidato delle parole dei tecnici del Comune i quali hanno assicurato, e scritto nero su bianco, che «Nel corso delle attività di messa in sicurezza sin qui svolte si è provveduto a rimuovere tutti i pannelli per i quali il relativo sistema di fissaggio è risultato non più affidabile, ciò allo scopo di rimuovere, nell’immediato, qualsiasi condizione di pericolosità a tutela della pubblica e privata incolumità». E sulla scorta di questa situazione di “eliminato pericolo” palazzo San Giacomo chiedeva di poter riaprire al traffico la galleria, anche solo parzialmente. Ma il Gip non è rimasto convinto.

 

Intanto, tutt’intorno alla galleria, regna il caos. Il sindaco dalla Calabria non riesce a vedere che le code in direzione di Chiaia iniziano dal molo Beverello e si trascinano lunghe e disperate fino al Chiatamone. Sul lungomare “ex liberato” e oggi riaperto alle auto c’è meno caos ma è questione di momenti: a tratti anche lì le auto restano paralizzate, colpa dell’imbuto di via Cesario Console.

Il piano di emergenza attualmente utilizzato (quello con la riapertura del lungomare e la deviazione del traffico lungo Santa Lucia e poi al Chiatamone) era pronto in un cassetto dell’assessorato alla viabilità da tempo. Ma non è l’unica arma a disposizione del Comune. Di fianco ai faldoni che contengono questa soluzione ce n’è un altro che potrebbe essere aperto solo in caso di disperazione: si tratta di un progetto di viabilità alternativa secondo il quale il traffico potrebbe ricominciare a scorrere a piazza del Plebiscito. 

Fino ad ora non è stato preso in considerazione perché prevede l’utilizzo di molto personale di controllo, e i vigili a Napoli sono pochini e in grande affanno. Ma se la situazione degenerasse potrebbe anche essere utilizzato.

«Con la riapertura di tutte le elementari inizieremo a vedere gli effetti nefasti del caos traffico per la galleria Vittoria - tuona Nino Simeone, presidente della commissione viabilità - questi ritardi e questo stop imposto dal Gip non fanno altro che confermare i limiti di questa amministrazione».

Ma cosa accade in questi giorni all’interno della galleria Vittoria? Purtroppo succede poco o nulla perché a tecnici e operai del Comune è fatto divieto di accesso se non previo permesso della Procura che attualmente non ha intenzione di darne. Di tanto in tanto ci sono gruppi di operai che si avventurano nel tunnel ma si tratta di personale dell’Abc che va a controllare l’impianto di sollevamento che ha accesso dalla galleria, oppure di addetti dell’Enel che vanno a verificare la grande cabina elettrica nascosta in fondo al tunnel, dal lato di via Acton: si tratta di persone alle quali la Procura ha concesso il permesso di accedere proprio in virtù dell’urgenza dei loro interventi. 

I lavori del Comune, invece, non ci sono, non sono ancora decollati e si prevedono lunghissimi. Dal giorno in cui arriverà il dissequestro ci saranno almeno quattro mesi di interventi, al netto dei tempi necessari per l’assegnazione dei lavori a una ditta. Chi sa di lavori pubblici prevede un tempo minimo fissato al prossimo autunno. Se tutto andrà bene. 

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA