Napoli, vandali e degrado nel parco De Simone: lo schiaffo nel giorno di Auschwitz

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Alessandro Bottone
Napoli, vandali e degrado nel parco De Simone: lo schiaffo nel giorno di Auschwitz

Il 27 marzo 1996, sindaco della città era Antonio Bassolino, il Comune di Napoli decise di intitolare a Sergio De Simone il “polmone verde” incastrato tra gli alloggi popolari della “ricostruzione” post-terremoto nel cuore di Ponticelli, quartiere nella periferia orientale. Negli ultimi anni il parco è in stato di completo abbandono. La ferita peggiore è provocata da coloro che stanno distruggendo lo spazio pubblico dedicato al piccolo Sergio, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz e assassinato ad Amburgo nel 1945 quando aveva soltanto otto anni.

Negli oltre ventimila metri quadrati di verde sono numerosi i segni della violenza di vandali e delinquenti. Una panchina in muratura è stata completamente divelta e irriparabile. Uno dei cancelli risulta forzato e inagibile. La recinzione in metallo continua a essere danneggiata dopo la razzia registrata nei mesi scorsi. E non basta: ci sono rifiuti e sterpaglie dati alle fiamme. Diversi lampioni presi di mira. L'impianto di illuminazione è fuori uso da anni, anch'esso danneggiato: quando cala il buio il parco diventa ancora più invivibile che alla luce del sole.

 

Delle giostre installate nelle due aiuole centrali - date alle fiamme negli anni scorsi - restano solo i diversi colori del tappeto antitrauma ormai squarciato da erbacce e cespugli. I sentieri, quasi tutti impraticabili, portano verso la collinetta dalla quale si osserva bene tutto il circondario: sul parco affacciano la biblioteca comunale, la scuola materna e quella elementare, la torre residenziale e numerose abitazioni. Tra gli alberi spogli si scorgono anche il Vesuvio e il campanile della storica chiesa di Ponticelli.

Il parco De Simone, nel cuore del centro storico del quartiere di Napoli Est, necessita di manutenzione che manca da tempo. Fango, rifiuti, aiuole non curate. Diversi rami insistono lungo i sentieri. Muretti danneggiati, dissesti, tombini da riparare. Soltanto le aiuole curate da qualche residente si sottraggono all’abbandono generale. Anche la piramide - un simbolo per i residenti e occasione di svago per giovani spericolati - è degradata: la ruggine divora le parti in metallo che sorreggono numerosi blocchi in cemento, quasi tutti imbrattati.

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Non c’è traccia di cestini portarifiuti. Un tempo c’erano anche fontanelle e un pozzo: tutto distrutto, come racconta una donna che passa frettolosa. Nonostante il degrado c'è chi non rinuncia a visitarlo e a intrattenersi. Uno spazio per lo svago di tanti, dai bambini agli anziani. Un luogo della memoria tutto da recuperare e valorizzare: anche le targhe che indicavano l'intitolazione a Sergio De Simone sono scomparse da tempo.

La struttura è di competenza della VI municipalità del Comune di Napoli (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio) ed è stata inserita tra quelle oggetto dei lavori di manutenzione attraverso le risorse della Regione Campania.

Ultimo aggiornamento: 18:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA