Napoli, il pasticcio di via Arcoleo: il cantiere se ne va, resta la vergogna dei rattoppi d'asfalto

Domenica 17 Gennaio 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, il pasticcio di via Arcoleo: il cantiere se ne va, resta la vergogna dei rattoppi d'asfalto

Va via il cantiere piazzato in fondo a via Chiatamone, quello che ha paralizzato il traffico proveniente da occidente, ma resta un profondo imbarazzo. Quei lavori così urgenti da non poter essere rinviati, anche a costo di bloccare per ore i napoletani in auto, si sono rivelati in tutta la loro essenza: via un po' di sampietrini, sostituiti con una bella striscia d'asfalto, che è servita anche a riempire il vuoto lasciato dal cordolo rimosso dinanzi alla galleria Vittoria.

La denuncia sull'esito dei lavori arriva dal consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Borrelli, che ha eseguito un sopralluogo assieme alla consigliera municipale del Sole che ride, Benedetta Sciannimanica. I due hanno osservato, scattato foto, fatto partire un comunicato ufficiale: «Restiamo sconcertati dalla pessima qualità dei lavori nel cantiere esterno alla galleria della Vittoria che era stato aperto nei giorni scorsi creando ancora maggiore disagio al traffico cittadino. Dopo lunghi mesi di chiusura che hanno penalizzato oltremodo i cittadini napoletani in attesa dei lavori di messa in sicurezza, adesso ci si trova di fronte a una serie di rappezzi di asfalto, in gran parte sdrucciolevole, lungo le carreggiate proprio alle uscite della galleria. Siamo davvero preoccupati per la disattenzione mostrata nei confronti di una delle strade più transitate dalle automobili e che in questo momento sta causando la deviazione di una imponente mole di traffico sul lungomare».

La questione di quegli interventi è delicata e va osservata da più prospettive per comprenderne l'effettiva necessità. Era davvero importante, in questo momento, provvedere all'eliminazione del cordolo che incanalava le auto in uscita dalla galleria in direzione di via Morelli. Quel rialzamento di cemento costringeva le auto provenienti da via Chiatamone (percorso obbligato dopo la chiusura della galleria lo scorso settembre) a una ulteriore gimcana per immettersi lungi il percorso verso Chiaia.

Insomma, quella porzione di lavoro era importante da realizzare e non poteva essere spezzettata in interventi solo notturni perché non sarebbe stato possibile rimuovere le transenne durante il giorno. 

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Diversa la questione dei lavori sulla porzione finale di via Chiatamone dove è stata solo rimossa la copertura degli antichi sampietrini e sostituita da una gettata d'asfalto più comodo ma decisamente meno storico.

In entrambi i casi (copertura del vuoto lasciato dal cordolo ed eliminazione sampietrini), però, il risultato visibile dei lavori appena terminati è piuttosto deprimente. Sono plateali e pericolose le sconnessioni fra vecchio e nuovo manto stradale, sono imbarazzanti i binari del tram che restano a vista in mezzo al nuovo asfalto lanciato un po' dappertutto, è piuttosto preoccupante la scia di minuscoli residui di cantiere lasciati lungo la strada che diventano terreno estremamente sdrucciolevole e pericolosissimo per chi transita su due ruote.

Il progetto di rimozione dei sampietrini da via Chiatamone e dalle strade circostanti era noto ed è, evidentemente, stato approvato da tutte le autorità preposte; la realizzazione un po' scombiccherata dei lavori, invece, non era nota e nemmeno prevedibile, altrimenti, ne siamo certi, Palazzo San Giacomo li avrebbe fermati. 

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