Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Napoli, si recupera Villa Tropeano a Ponticelli: passa il finanziamento di 17 milioni

Martedì 28 Giugno 2022 di Alessandro Bottone
Napoli, si recupera Villa Tropeano a Ponticelli: passa il finanziamento di 17 milioni

Diciassette milioni e 500mila euro sono a disposizione per recuperare e riqualificare Villa Tropeano, l'antica struttura in via Angelo Camillo De Meis a Ponticelli, quartiere nella zona orientale di Napoli, abbandonata da oltre quaranta anni, vandalizzata e depredata. L'Agenzia per la Coesione Territoriale ha ammesso a finanziamento il progetto presentato dall'Università degli Studi di Napoli Federico II sul bene di proprietà della Città Metropolitana di Napoli. Le risorse dovranno essere utilizzate per interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione del sito storico così da realizzare un ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno.

Nel corso degli ultimi anni Il Mattino ha ampiamente documentato le difficili condizioni in cui insiste il bene pubblico che, secondo un progetto dei primi anni Duemila, avrebbe dovuto ospitare un istituto scolastico. Successivamente è stato candidato a sede per un presidio di forze dell'ordine. Non è mancata l'idea di farne una location dedicata all'arte, allo spettacolo e al cinema. In realtà la struttura ha perso la sua appetibilità anche per il mercato immobiliare privato vista l'intenzione dell'ex Provincia - più volte manifestata ma mai concretizzatasi - di voler alienare il complesso. Parliamo di una antica villa e dell'annesso parco che, nei decenni scorsi, hanno ospitato il primo istituto di medicina pedagogica. Fondato da Giuseppe Tropeano, considerato il precursore della «medicina sociale», l'istituto accoglieva persone con particolari difficoltà del sistema nervoso e disturbi diversi: anche giovanissimi con deformazioni e altre patologie gravi.

Ampi spazi, un viale alberato - ormai in rovina - e un bellissimo parco. «La sua apertura avvenne nell’agosto 1928 e fu la prima struttura sanitaria di tal genere in tutto il Mezzogiorno d’Italia», scrive lo storico Luigi Verolino nel libro "Giuseppe Tropeano" in cui racconta la storia del medico e della struttura di Ponticelli. C'erano palestre, campi da gioco, locali per l'attività riabilitativa, una piccola cappella. Oggi gli spazi si presentano abbandonati e particolarmente degradati. In molte stanze i solai hanno ceduto. Si conserva la bellissima facciata che dimostra il pregio e il forte valore storico dell'intero complesso incastrato tra l'enorme palazzone di case popolari di via Vera Lombardi e i terreni di via Virginia Woolf, in parte compresi nel lotto di Villa Tropeano.

Il progetto della Federico II per Villa Tropeano, voluto da Gaetano Manfredi in qualità di sindaco della Città Metropolitana di Napoli, insiste per realizzare un centro culturale e didattico con la possibilità di rendere accessibile il parco annesso ai cittadini. Un vero e proprio hub dell’evoluzione tecnologica, economica e sociale. Naturalmente è necessario portare avanti complessi lavori di bonifica, riqualificazione e ristrutturazione del bene su cui si è concentrata l'attenzione di un gruppo di giovanissimi riuniti in un comitato. Questi, da diversi mesi, hanno fatto pressione sull'ente di piazza Matteotti così come sul Comune di Napoli e altre istituzioni locali affinché si riaccendesse una luce su villa Tropeano. Particolarmente contrari alla volontà di alienare il bene, gli attivisti e molti residenti, infatti, avevano manifestato davanti alla struttura chiedendo, al contrario, di valorizzarlo. Riunioni, promesse di tavoli e dichiarazioni sono stati poi “superati” dal cambio di amministratori locali dello scorso autunno. Ne è seguita la candidatura alle risorse europee da parte degli attuali amministratori per fare di un bene pubblico un polo di eccellenza così come avvenuto a San Giovanni a Teduccio per i ruderi dell’ex Cirio. Un modello che, senz’altro, sarà seguito specie per attirare nel bene di via De Meis altri finanziamenti utili per coprire eventuali altri spese necessarie.

«Un grande successo della Federico II, del Comune di Napoli, della Città Metropolitana di Napoli. Recuperare Villa Tropeano, una meraviglia storica abbandonata da decenni. Torneranno a vivere e si riempiranno di giovani: il suo bel viale, il parco, le costruzioni dense di storia della civiltà medica di Napoli», commenta Edoardo Cosenza, assessore alle infrastrutture e alla mobilità del Comune di Napoli, che spiega: «È uno dei 27 progetti finanziati dal Ministero per la Coesione Territoriale, per 17,5 milioni di euro. Una grande soddisfazione avere avuto l'intuizione vincente. Un altro importante risultato del coordinamento istituzionale; un altro grande risultato per Napoli e per la trasformazione urbana dell'area est». Soddisfazione anche da parte del comitato "Villa Tropeano" e da molti residenti che hanno memoria dell'intensa attività svolta dall'istituto e dal sostegno alle famiglie di Napoli e del Mezzogiorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA