Napoli, la voragine di Mergellina ancora aperta a un mese dalla bufera

Venerdì 30 Novembre 2018 di Nico Falco
«Lungomare risucchiato», «discesa a mare fronte chalet», «altro ingresso di Napoli Sotterranea». E, scherza ancora qualcuno, «saranno stati quelli della banda del buco che hanno sbagliato strada». Davanti alla voragine che si è aperta in seguito alla sciroccata che ha devastato la città l'ironia si spreca, unica risposta di chi vede che il fosso è ancora lì, transennato alla meno peggio, e non sono state rimosse nemmeno le pietre che il vento aveva spinto sulla carreggiata. Nel centro cittadino, sul lungomare che invece di accogliere i turisti mostra loro le viscere di una strada sventrata e pericolosa.
 
In un tranquillo primo pomeriggio di fine novembre sono in molti quelli che passano per il largo Sermoneta. Giovani in bicicletta, residenti che si concedono una passeggiata approfittando delle temperature ancora miti e della bella giornata, anche parecchi turisti che hanno trovato alloggio in qualche b&b di Mergellina e vogliono godersi il lungomare a piedi. E tutti, nessuno escluso, devono fermarsi una volta arrivati alla voragine. Chi per necessità, chi per curiosità. Il fosso occupa tutto il marciapiede. Transennato, come altri cinque punti di pavimentazione sconnessa nell'arco di una trentina di metri. Per proseguire è necessario passare oltre le automobili parcheggiate, camminare insieme alle vetture in movimento, direttamente sulla carreggiata. Accanto alla voragine, e in diversi punti lungo il marciapiede, ci sono i cumuli di terreno, pietre e ciottoli ammucchiati che il vento aveva fatto schizzare ovunque. Sporgendosi si vede il canale che porta al mare. È da lì che l'acqua è arrivata fin sotto la strada, causando il cedimento. E, in mare, una parte della barriera di scogli è stata spazzata via: il timore è che, in occasione di una eventuale prossima mareggiata, l'acqua arrivi nel pieno della sua potenza sotto la strada e si trascini dietro anche via Caracciolo.

«I tecnici sono venuti un paio di volte per i sopralluoghi, ma di operai al lavoro non ne abbiamo mai visti. Anche i calcinacci li abbiamo spostati noi commercianti insieme ai residenti: erano arrivati fino al marciapiede opposto». A parlare è Gino Barra, titolare dello chalet Malìa, che si trova proprio di fronte al tratto in cui si è aperta la voragine. «Il mare ha fatto saltare le fogne dice senza la barriera di scogli non c'è più protezione per il sottosuolo. L'acqua, entrando nelle tubature delle fogne che sfociano a mare, può causare gravi danni sotto la strada e quindi altri cedimenti. In un mese non è cambiato nulla, la situazione è rimasta ferma a fine ottobre». Ma il punto interessato è tra i più suggestivi della città, da dove si vede il lungomare e, in lontananza, anche il Castel dell'Ovo. E, infatti, molti si fermano qui per scattarsi una fotografia col mare sullo sfondo, stando bene attenti a tenere le transenne fuori dall'inquadratura. Ma cosa dicono i turisti quando si accorgono della voragine? «La guardano, la fotografano, ne parlano tra loro continua Barra - è diventata un argomento di discussione: in quei giorni di maltempo ci sono stati danni in tutta Italia e così spesso i clienti si confrontano: c'è il piemontese che racconta della collina franata, il veneto degli allagamenti, e noi napoletani che mostriamo questa voragine su cui ancora nessuno ha messo mano».

«È paradossale che a distanza di un mese la voragine sia ancora lì dice Francesco De Giovanni, presidente della Prima Municipalità è un intervento che si sarebbe dovuto fare in emergenza. E non solo per la questione estetica, che in queste circostanze diventa secondaria: si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini». In effetti, guardare nella voragine fa paura. Si vede tutta l'aria cava al di sotto del manto stradale, le pareti franate, l'enorme spazio vuoto rimasto sotto la pavimentazione. Della strada rimane in piedi, in bilico, qualche spezzone che sarà spesso una decina di centimetri e sembra dover crollare anche quello da un momento all'altro. Meglio tenersi alla larga, passare direttamente sulla carreggiata. E così, arrivati davanti alle transenne, non resta altro da fare che scendere in strada e proseguire insieme alle automobili. Pochi metri, che diventano ugualmente pericolosi se a percorrerli è una persona anziana o qualcuno con problemi deambulatori. «In questi giorni, con la NapoliServizi, abbiamo provveduto a sistemare i gradoni di Chiaia, via Santa Caterina da Siena e le altre strade danneggiate dal maltempo continua De Giovanni purtroppo non possiamo intervenire direttamente sulla voragine, possiamo solo mandare un altro sollecito al servizio Strade del Comune di Napoli». © RIPRODUZIONE RISERVATA