Notte di Capodanno a Napoli, ordinanza flop: nove feriti, zero multe e inquinamento record

Domenica 2 Gennaio 2022 di Paolo Barbuto
Notte di Capodanno a Napoli, ordinanza flop: nove feriti, zero multe e inquinamento record

A Napoli la notte di capodanno è stata esattamente come le altre: una notte di fuochi, feriti, incendi. La gente s'è fatta beffa dell'ordinanza del nuovo sindaco Manfredi che aveva vietato l'accensione di qualunque artificio pirotecnico dalla quattro del pomeriggio del 31 dicembre per le successive trenta ore. Alla mezzanotte tra il vecchio e il nuovo anno, in città è esplosa la consueta santabarbara di fuochi, molti dei quali proibiti.

Il risultato è nei numeri ancora una volta drammatici dell'assurda notte di festa: nove feriti a Napoli e provincia, sei dei quali ancora ricoverati, due in condizioni gravi; molti incendi lungo le strade e un paio di abitazioni avvolte dalle fiamme; una cappa di inquinamento che persisterà per giorni su Napoli perché le condizioni meteo sono favorevoli al ristagno dell'aria e quelle maledette polveri sottili che sono state sprigionate, non vogliono saperne di andare via.

In diretta su Sky il sindaco ha difeso la sua ordinanza nonostante il plateale flop: «L'abbiamo fatta per calmierare un po' la situazione, per fare in modo che ci fosse la possibilità per le nostre forze dell'ordine di poter controllare meglio la situazione e poter fare sequestri. Abbiamo avuto botti, ma un numero di feriti paragonabile a quello dell'anno scorso, quando c'era il lockdown. Quindi è un percorso ancora da fare, però siamo soddisfatti della situazione».

In effetti i sequestri ci sono stati, i vigili che hanno presidiato la città con costanza dal pomeriggio del 31 fino alle sette del mattino di ieri, hanno fermato auto gonfie di botti, rimosso bancarelle abusive, fermato qualche acquirente dell'ultima ora. Ma si tratta di operazioni che non avevano bisogno di un'ordinanza specifica.

Per far rispettare i dettami de sindaco avrebbero dovuto eseguire controlli nelle abitazioni allo scoccare della mezzanotte quando i napoletani stavano ufficialmente violando l'ordinanza, ma chi può mai ritenere possibile un blitz a mezzanotte nelle case di migliaia di napoletani che accendono i fuochi? 

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Nove i feriti nel Napoletano, quattro dei quali sul territorio cittadino. Il più grave è uno straniero colpito da un proiettile vagante (i dettagli li leggete nell'articolo della pagina seguente), poi c'è una donna colpita da un petardo all'occhio mentre cercava di raggiungere casa dei parenti per festeggiare, i sanitari temono che possa perdere la vista all'occhio colpito. Il resto sono tristi e consuete questioni di mani e volti sfigurati da esplosioni improvvise.

Molti anche gli interventi dei vigili del fuoco che hanno spento incendi in strada, presso i cassonetti dell'immondizia, a strutture esterne di bar e ristoranti (uno al Vomero, a via Luca Giordano e un altro a San Giorgio a Cremano in via Tufarelli). Particolarmente drammatica la situazione di un'abitazione di via Padre Ludovico da Casoria nel quartiere Mercato: un fuoco d'artificio è entrato in un appartamento attraverso una finestra aperta e ha immediatamente fatto scaturire un incendio. L'appartamento è stato dichiarato inagibile, miracolosamente incolume il 66enne che l'abitava.

Già pochi minuti dopo la mezzanotte, la città era avvolta da una densa cappa di fumo grigio e irrespirabile. Non sono ancora disponibili i dati validati da parte dell'Arpac, l'ente che si occupa della tutela dell'ambiente, ma le prime indiscrezioni presentano un quadro non dissimile da quello degli anni scorsi: nel momento di massima concentrazione dei fuochi, subito dopo la mezzanotte, il livello delle pericolose polveri sottili (PM10) nell'aria di Napoli ha superato quota mille microgrammi per metro cubo: il massimo consentito sarebbe di 50, immaginate quanto era alto il veleno nell'aria in quel momento. 

E sappiate che quel veleno continuerà ad aggredire i nostri polmoni ancora oggi e arriverà fino alla serata di domani. È tutta una questione di meteo che regala caldo inaspettato, poca ventilazione e schiacciamento della pressione al suolo: una concomitanza di eventi che imprigiona l'inquinamento e non ne permette l'allontanamento.

La conseguenza è che noi continuiamo a respirare le schifezze che sono state diffuse nell'aria la notte di capodanno durante una festa che sarebbe più bella se non ci fossero esplosioni, feriti e incendi. Ma i napoletani non riescono a capirlo, si fanno beffa delle ordinanze del sindaco e continuano a sparare nel rispetto di una tradizione che andrebbe cancellata, rimossa, annullata. 

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA