La nuova stella scoperta ad Agerola: «Adesso chiamiamola Fior di latte»

Lunedì 2 Novembre 2020 di Dario Sautto

A quattro anni dalla sua inaugurazione e a un anno esatto dalla prima citazione da parte della rivista scientifica «Nature», arriva la prima scoperta per l'Osservatorio astronomico agerolese. Lo scorso 21 ottobre, l'equipe di ricercatori di stanza ad Agerola ha puntato il telescopio da 50 centimetri di diametro che costituisce lo strumento principale dell'Osservatorio verso la Galassia M31, quella di Andromeda, scoprendo una nuova stella sconosciuta finora. Si tratta di una «nova», un transiente astronomico che causa l'improvvisa apparizione di una stella apparentemente «nuova» che, dopo l'iniziale repentino aumento di luminosità, col passare dei giorni torna ad affievolirsi e scomparire. In pratica, una «nova» è un'enorme esplosione nucleare causata dall'accumulo di idrogeno sulla superficie di una nana bianca.

La nova è stata scoperta dal team di ricerca composto in questa occasione da Antonio Catapano, Ernesto Guido, Alfonso Noschese, Francesco Coccia, Luca D'Avino e Luca Izzo ed è stata denominata AT2020xyv. Una seconda scoperta in attesa di conferma è stata effettuata dallo stesso gruppo di ricerca ed è avvenuta la notte del 30 ottobre, quando l'osservatorio agerolese ha scovato un'altra possibile nova non lontana da quella vista una decina di giorni prima. Al momento della scoperta spiegano dall'Osservatorio astronomico di Agerola la stella aveva magnitudine visuale Mv17.7 (la magnitudine è la scala di luminosità delle stelle) ovvero la Nova era 2,5 milioni di volte più debole della Stella Polare (di magnitudine 2). Considerata però l'enorme distanza a cui si trova la Galassia di Andromeda, in realtà la luminosità assoluta di questa stella in esplosione era tale che, se l'evento si fosse verificato vicino alla Terra, sarebbe stata facilmente visibile ad occhio nudo anche in pieno giorno. «Lo studio di questa e di altre nove spiegano gli esperti è molto utile perché serve per meglio comprendere la natura di questi oggetti e la loro frequenza, non solo in galassie esterne come quella di Andromeda, ma anche nella nostra stessa Galassia».

La presenza di un «oggetto» mai registrato prima in una posizione nella quale non esistevano stelle già conosciute è stata prontamente notificata all'organismo internazionale che si occupa della diffusione delle notizie astronomiche (CBAT) in modo da sollecitare il riscontro anche da parte di altri astronomi sparsi per il globo. L'esistenza della nova AT2020xyv è stata immediatamente confermata al team di ricerca grazie all'intervento del dottor Luca Izzo, che ha ottenuto uno spettro della nuova stella al Telescopio Nazionale Galileo (TNG). Questa stella nova è stata indipendentemente scoperta anche da un gruppo di astronomi della Repubblica Ceca e da un gruppo di astronomi cinesi, il che conferma il livello scientifico e tecnico raggiunto dall'Osservatorio agerolese. 

L'Osservatorio Astronomico di Agerola si trova nella frazione San Lazzaro, nell'ex infermeria della Colonia Montana che adesso ospita il Campus Principe di Napoli, ed è intitolato a Salvatore Di Giacomo, poeta e drammaturgo italiano che proprio in zona soggiornò e trovò ispirazione per la sua opera dedicata alla Luna di Agerola. A gestire l'osservatorio, di proprietà del Comune, è l'associazione AstroCampania che cura anche visite e divulgazione. La prima scoperta conferma la competitività delle ricerche effettuate, con il team di ricercatori che raccoglie questo ennesimo successo riconosciuto dalla comunità astronomica internazionale. L'Osservatorio di Agerola non è nuovo a scoperte che sono valse pubblicazioni in importanti riviste scientifiche: un anno fa, «Nature» dedicò un servizio alla scoperta di un lampo gamma nella quale l'Osservatorio Di Giacomo ebbe un ruolo importante.

«È doveroso ringraziare il Comune di Agerola per il supporto che fornisce all'Associazione AstroCampania e quindi al team di ricerca costituito dai propri soci. Agerola si conferma così importante sede scientifica nonostante le dimensioni del telescopio in dotazione all'Osservatorio siano alquanto ridotte» fanno sapere dall'Associazione AstroCampania. «Questa splendida notizia - commenta il sindaco Luca Mascolo - non fa altro che riempire di gioia e di orgoglio me e tutta la comunità agerolese. L'intensa attività e le scoperte scientifiche di questo piccolo osservatorio stanno contribuendo a dare lustro ed ulteriore valore al brand Agerola».

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