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Ucraina operata di osteomielite cronica a Napoli: non ha notizie della sorella

Mercoledì 22 Giugno 2022
Ucraina operata di osteomielite cronica a Napoli: non ha notizie della sorella

A otto anni cadde dalla bici e si feri’ la tibia prossimale. Si trovava in Ucraina, la sua casa. Poi si trasferì in Italia non dando mai il giusto peso a quella caduta, considerata poco importante, trasformatasi con il tempo in osteomielite cronica. Oggi, a 61 anni, la paziente è stata curata dal team multidisciplinare di infettivologi e chirurghi ortopedici dell’azienda ospedaliera universitaria «Luigi Vanvitelli» di Napoli per una osteomielite della tibia prossimale cronica con rimozione del tessuto infetto, esame colturale, e sostituzione ossea. L’equipe della Clinica Ortopedica (diretta dal professore Alfredo Schiavone Panni), con il supporto dei colleghi della Uoc malattie infettive (diretta dal professore Nicola Coppola), ha eseguito l’importante intervento il giorno in cui e’ scoppiata la Guerra in Ucraina; un giorno che ha fatto da spartiacque nella vita della paziente.

La donna ha intrapreso il risolutivo percorso della delicata patologia, da una parte; dall’altra, l’inizio dell’odissea legata alla mancanza di notizie dei familiari che vivono in Ucraina. L’equipe medica, composta dai dottori Margherita Macera, Lorenzo Onorato e Giuseppe Toro, in sinergia con il personale infermieristico, e’ intervenuta sulla osteomielite della tibia prossimale cronica rimuovendo chirurgicamente il tessuto infetto, applicando un sostituto osseo antibiotato e proseguendo la terapia antibiotica mirata. La paziente ha risposto bene e l’infezione appare perfettamente guarita. L’offerta assistenziale dell’azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli (diretta da Antonio Giordano) punta sulla qualita’ delle cure coniungandola con l’innovazione e la modernita’ tecnologica. Per poter gestire adeguatamente questi pazienti l'azienda ha previsto uno specifico ambulatorio congiunto di alattie infettive ed ortopedia, dove ogni caso viene affrontato con un approccio pienamente multidisciplinare grazie alla contemporanea valutazione dell'infettivologo e dell'ortopedico.

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