Ponticelli, altre cinquanta terrazze nell'orto sociale

Venerdì 18 Giugno 2021 di Alessandro Bottone
Ponticelli, altre cinquanta terrazze nell'orto sociale

Si amplia la comunità degli ortolani che ha in cura una parte del parco 'fratelli De Filippo', per tanti “la villetta” di Napoli Est. Cinquanta nuove terrazze nell'orto sociale urbano di Ponticelli, quartiere nella zona orientale di Napoli. Sono state inaugurate questa mattina nel “polmone verde” di via Malibran e via Califano alla presenza dell’assessore al verde del Comune di Napoli Luigi Felaco.

É stato necessario oltre un mese di lavoro per rendere accessibile lo spazio. Le cinquanta piazzole erano in stato di completo abbandono e degrado: saranno assegnate ad altrettante famiglie della zona orientale della città. L’iniziativa è stata realizzata dal gruppo di imprese sociali Gesco nell'ambito della campagna “Adotta uno spazio verde” finanziata con il ricavato della vendita di 'agendo 2021 Oltre l’infinito', l’agenda-libro di Gesco che, da due edizioni, sostiene progetti ambientali.

L'orto sociale urbano di Ponticelli è una esperienza che mette insieme numerosi soggetti. Nel 2015 gli spazi, completamente abbandonati, sono stati affidati dal Comune di Napoli al Centro Diurno Lilliput - ente, guidato dalla dottoressa Anna Ascione, che fa capo all'Unità operativa complessa Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro - che lo gestisce attraverso la cooperativa sociale Era del gruppo Gesco. Frutto di una collaborazione tra Comune di Napoli, Dipartimento Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro, Gesco e comitato cittadino parco 'fratelli De Filippo', il progetto ha visto, fin dall’inizio, una forte partecipazione delle associazioni, delle scuole e dei cittadini di Ponticelli, dei quartieri e dei comuni limitrofi. Nelle numerose terrazze dell’orto di Ponticelli si cura il verde rispettando i principi della sostenibilità: si fa attenzione a non sprecare l’acqua e si coltivano frutta e ortaggi senza usare pesticidi dannosi per l’ambiente e nel rispetto dei cicli della natura. Da tempo è nata una comunità di persone di ogni età che quotidianamente curano lo spazio assegnato loro e le parti comuni del bene comunale.

«Le famiglie napoletane si sono riappropriate di un pezzo di città che altrimenti sarebbe stato abbandonando a se stesso» afferma il presidente di Gesco Sergio D’Angelo che evidenzia: «La riqualificazione della parte alta dell’Orto sociale e la sua “adozione” da parte delle famiglie del territorio rappresentano il segnale di una città che non si è addormentata con il lockdown ma resiste e si prende cura dei suoi spazi verdi. La prossima tappa di questo percorso sarà lavorare ad un gruppo d’acquisto e ad una comunità energetica al fine di consolidare questa rete, convinti come siamo che solo insieme possiamo trovare soluzioni».

«Un risultato ottenuto grazie all’impegno dei cittadini e alla nostra caparbietà di investire risorse nel recupero di aree verdi urbane da restituire alle famiglie e ai bambini» commenta Giacomo Smarrazzo, direttore di Gesco nonché presidente della cooperativa Era. «Un esempio di come i servizi pubblici si possano integrare sempre di più con le comunità nell’ottica che le politiche sociali siano non solo volano di sviluppo ma anche stimolo alla partecipazione cittadina».

Da maggio scorso il gruppo Gesco ha avviato il percorso di ripristino e decoro del verde cittadino grazie all'impiego di persone in cura presso i centri diurni per le tossicodipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro - Aleph, Arteteca, Lilliput, Palomar - coinvolti in attività di formazione e lavoro grazie alla cooperativa Aquilone Service.

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