Ponticelli, rifiuti nell'ex campo Rom: il Comune ordina al privato di ripulire l'area

Venerdì 27 Novembre 2020 di Alessandro Bottone

É destinata a durare a lungo la vicenda che riguarda l'ex campo rom in via Virginia Woolf a Ponticelli, quartiere nella periferia orientale di Napoli. L'area, di proprietà privata, è stata occupata dalla comunità nomade fino all'autunno del 2016 e risulta sottoposta a sequestro per la presenza di rifiuti.

Dei 147mila metri quadrati totali circa 65mila erano occupati dal campo rom, ovvero da baracche e da cumuli di rifiuti di diversa tipologia. É stato riscontrato, si legge negli atti, «lo sversamento di materiale di diversa natura e tipologia prevalentemente proveniente dalle attività di costruzione e demolizione, di guaine impermeabili, di legno, etc». E si legge ancora: «Erano stoccati diverse tipologie di materiale proveniente presumibilmente dalla raccolta stradale, quali elettrodomestici vari, taniche in plastica, imballaggi ed infissi in legno» e «alcune carcasse di autoveicoli privi di targhe in evidente stato di abbandono». Dunque «erano presenti ed abbandonati, su quasi tutta l'area e su nudo terreno, rifiuti di diversa tipologia e natura disseminati disomogeneamente, quali urbani indifferenziati, speciali, pericolosi e non ed, inoltre, parte di essi in alcuni punti risultano anche combusti». Un grosso incendio si è verificato nel giugno 2016 - quattro mesi prima dello sgombero del campo - interessando «un'area adibita a discarica abusiva di circa mille metri quadrati».

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Un anno fa, a novembre 2019, il Comune di Napoli ha comunicato alla società proprietaria dell'area l'avvio di un procedimento «per abbandono e deposito incontrollati di rifiuti sul suolo». In risposta l'amministratore delegato ha specificato che nel verbale di riconsegna dell'area alla sua persona «si precisava che sarebbero proseguite le “attività di rimozione dei prodotti a cura dell'ASIA di Napoli in prosecuzione dell'attività disposte dall'A.G.”». Difatti, la primavera scorsa, in pieno lockdown, l’Asìa Napoli - su autorizzazione del servizio 'Igiene della città' del Comune di Napoli - ha provveduto a rimuovere il materiale delle numerose baracche demolite negli anni scorsi e che giacevano ancora sul terreno. L'intervento, in regime di “split payment”, è costato alle casse comunali 37.500 euro ed è stato terminato a giugno.

Concluse le operazioni, a luglio 2020 il Comune ha, quindi, chiesto al proprietario del terreno di «avviare [...] previa richiesta di dissequestro alla autorità giudiziaria, le attività di rimozione e smaltimento [...] dei rifiuti giacenti nell'area e di messa in sicurezza e ripristino dello stato dei luoghi». In risposta la società privata ha chiesto all'amministrazione comunale di «soprassedere all'adozione dell'ordinanza sindacale ex art. 192 del d.lgs. 152/2006, nonché provvedere con urgenza all'immediata rimozione dei rifiuti ancora presenti sul sito in considerazione del rilevantissimo pregiudizio economico ed al grave nocumento per la salute pubblica causato dalla loro prolungata permanenza in loco».

Dunque, il Comune - nell’ordinanza sindacale del 9 novembre 2020 - evidenzia che «il servizio Igiene della Città è stato adempiente rispetto agli oneri assunti» in precedenza in quanto «le attività ascrivibili all'ASIA Napoli sono riferite esclusivamente alla rimozione dei prodotti da demolizione delle baracche e non alla generica rimozione dei prodotti». Per questo motivo, l’amministrazione comunale - non accogliendo le motivazioni presentate dalla privata società - con l'atto sopracitato ha ordinato al proprietario di provvedere alla messa in sicurezza dell'area, alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti, al ripristino dello stato dei luoghi, all'analisi e caratterizzazione ambientale dell'intero sito e di «provvedere alla bonifica se necessaria».

Un probabile ricorso da parte della società proprietaria porterebbe a un allungamento dei tempi per la risoluzione della delicata vicenda. Questa enorme area resta nel degrado da anni incidendo sulla riqualificazione dell'intero quartiere di Napoli Est. Per questo spazio era stata prevista la realizzazione di un parco verde pubblico, di un centro commerciale e di parcheggi.

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