Port’Alba, domani la Notte bianca dei libri: «Chiediamo solo la normalità»

Il mondo della cultura si mobilita a difesa dell’antica strada dei librai

Port Alba
Port’Alba
di Alessio Liberini
Giovedì 16 Novembre 2023, 17:00 - Ultimo agg. 17 Novembre, 07:27
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Il mondo della cultura partenopea si mobilita a difesa di Port’Alba. L’antica strada dei librai di Napoli, vittima da anni di incuria ed abbandono, torna ad essere protagonista con la “Notte bianca dei libri” in programma domani, venerdì 17 novembre, dalle 20 alle 23.

L’iniziativa, promossa dagli imprenditori del territorio Alfredo Mazzei, Pasquale Langella e Fabio Amodio, vedrà la partecipazione di grandi scrittori ed esponenti di primo piano della letteratura nostrana come Maurizio de Giovanni e Valeria Parrella. Questi solo alcuni dei nomi che hanno aderito alla “chiamata alla cultura” lanciata nei giorni scorsi da librai e residenti della zona per riaccendere i dovuti riflettori su un pezzo di storia di Partenope. 

Dal ripristino dell’omonimo Arco, la porta d’accesso dell’antica Neapolis lasciata a marcire nell’indifferenza da almeno un ventennio, passando per un potenziamento della illuminazione pubblica, il controllo e la tutela dell'isola pedonale continuamente violata, fino all’incremento dello spazzamento e della raccolta dei rifiuti.

Sono solo una parte delle tante richieste espresse da cittadini e commercianti dell’area che hanno partorito un apposito manifesto per chiedere la «Salvezza di Port'Alba». Insieme al lancio di una raccolta firme, su Change.org, che in pochissime ore ha già visto pervenire centinaia di adesioni.

«Abbiamo promosso questa manifestazione per cercare di dare un senso a tante parole – racconta Pasquale Langella, intrepido editore e libraio – Il primo obbiettivo dell’evento è cercare di far restaurare l’arco di Port’Alba, da venti anni impacchettato in una rete orrenda a discapito persino della sicurezza dei passanti. Purtroppo in questa città ci vuole prima la tragedia affinché si smuova qualcosa: noi questo non ce lo auguriamo e confidiamo in un cambiamento».

Oltre alla paradossale vicenda dell’antica porta cittadina, da anni al centro delle cronache per la caduta di calcinacci con un rischio crollo sempre più concreto, i librai alzano le barrichiate anche per contrapporsi alla lenta e dolorosa desertificazione culturale degli ultimi tempi. Fotografata nelle tante chiusure che hanno quasi dimezzato l’offerta culturale della strada per far spazio alle sempre più diffuse aperture di esercizi legati al food and beverage, triplicati in tutto il centro storico in parallelo con il boom del turismo.

«Abbiamo stilato il manifesto in primis per chiedere normalità – prosegue Langella - Sembra quasi che noi non esitiamo più: si parla di questa strada solo al passato ma invece siamo ancora qui e questa città non è solo acqua e farina ma anche carta. Ci stiamo battendo non come singoli ma come un gruppo di librai che resistono in questi tempi di vendite online». 

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Ne sa qualcosa Monica Amodio, co-titolare della storica cartoleria che insiste a Port’Alba da ben 98 anni: «Fra due anni faremo cento anni di attività, viviamo il quartiere ormai da un secolo e lo conosciamo bene: più volte abbiamo sollecitato le amministrazioni a prendere provvedimenti per cercare di valorizzare al meglio questa strada». «Basta poco – osserva Amodio – non chiediamo grandi cose: maggior illuminazione, l’aggiunta di qualche cestino ed un po’ di pulizia in più. L’importante è iniziare a fare qualcosa per far comprendere che c’è un cambiamento».

Intanto, annunciano i librai, le iniziative proseguiranno anche dopo la Notte bianca. «Quella di domani – conclude Langella – sarà la prima mobilitazione in tal senso ma abbiamo già in programma altre iniziative. La prossima è per il 21 novembre quando con Amedeo Colella parleremo della strada e della sua storia. Mentre per il primo dicembre abbiamo contattato Aldo Cazzullo che ci verrà a presentare il suo ultimo libro. Sarà un primo slancio aspettando l’apertura della nuova saletta rossa della famiglia Mazzei che prenderà vita da marzo 2024».

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