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Porto di Napoli, no al deposito del gas: «Era una bomba ecologica»

Mercoledì 24 Marzo 2021 di Antonino Pane
Porto di Napoli, no al deposito del gas: «Era una bomba ecologica»

Dopo la colmata della darsena lunga più un chilometro che avrebbe definitivamente affossata la vista del mare per San Giovanni a Teduccio, cade un altro grande avamposto che avrebbe minato definitivamente la sicurezza di Napoli Est, la localizzazione del deposito di gas naturale liquefatto, in pratica metano a -160 gradi. Il presidente dell'Adsp del mare Tirreno Centrale, Andrea Annunziata ha detto chiaro e tondo che quella localizzazione non va bene dopo una serie di incontri con i rappresentati delle istituzioni locali. Insomma il fronte del porto sta diventando sempre il primo laboratorio in Campania in cui si sta sperimentando la convergenza politica delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. E protagonista è proprio Andrea Annunziata, fortemente voluto alla guida della port Autority dal presidente della Regione Campania e dal figlio Piero De Luca, parlamentare del Pd. Vincenzo Presutto, senatore del Movimento 5 Stelle, una laurea in economia del mare e promotore di tante battaglie sul porto di Napoli ed a difesa di Napoli Est, plaude all'iniziativa messa in campo dal presidente Andrea Annunziata che, dopo aver revocato il bando di progettazione (circa 6 milioni di euro) per la formazione di un'abnorme colmata a ridosso del litorale di San Giovanni a Teduccio, ora mette un altro tassello con la delocalizzazione del deposito di gnl.

La colmata che dalla nuova darsena di levante avrebbe raggiunto quasi il polo museale di Pietrarsa posto al confine del Comune di Napoli era stata proposta nel 2017 dal presidente uscente Pietro Spirito e dal segretario Francesco Messineo - in questi giorni a fine mandato ed in attesa di rinnovo - che avrebbe avuto lo scopo di ospitare un fuso di binari di lunghezza pari a 750 metri per collegare il nuovo terminal di levante alla rete ferroviaria nazionale. E tale collegamento, per essere operativo, avrebbe dovuto utilizzare l'attuale tronco ferroviario della tratta Napoli Portici già intensamente trafficato. Un'opera costosissima e giudicata inefficace.

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E ieri il comunicato del senatore Presutto che preannuncia, con clamore, anche la bocciatura del progetto del deposito costiero di gnl, proposto da Edison e Kuwait Petroleum. Un'altra infrastruttura duramente avversata dalle associazioni ambientaliste ma anche da importanti operatori portuali che operano sia nel campo dei terminal containers che dei prodotti petroliferi. È su questi temi è recentissimo il confronto tra il presidente Annunziata ed il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e quello che si è svolto, in altra sede, con la Regione Campania. Confronti da cui è emersa avversità sia alla colmata di San Giovanni a Teduccio, sia alla posizione prescelta da Edison e Q8 per realizzare il deposito costiero di gnl nel porto di Napoli. Pienamente sovrapponibile e coerente a tale indirizzo anche la posizione espressa dalla Regione Campania che da qualche mese fa sentire sempre più, anche attraverso il consigliere delegato Luca Cascone, la propria presenza. Insomma emerge con ogni evidenza che non si era registrato nessun accordo tra l'Autorità di Sistema Portuale di Pietro Spirito, il Comune e la Regione. E non mancano neanche apprezzamenti su tale linea - da parte della Confcommercio e Conftrasporto, da esponenti della Lega e di Forza Italia. Finalmente tutti lavorano unitariamente per lo stesso obbiettivo: valorizzazione del territorio, potenziamento del porto, tutela dell'ambiente. Sul tema del gnl è lo stesso senatore Presutto a rappresentare che, in linea di principio, non vi è una avversità preconcetta, trattandosi soprattutto di una fonte di energia certamente meno inquinante di altri prodotti petroliferi. Quello che si contesta con vigore è la posizione del deposito prescelta dalla Edison, troppo vicina al centro abitato, ed avvalorata non si comprende su quali basi da chi ha preceduto Annunziata. Da domani, dunque, insieme ai tavoli tecnici già operativi per rendere funzionante il Terminal di Levante si dovrà aprire un nuovo tavolo per verificare la possibilità di ospitare il gnl nel porto di Napoli in altra luogo. 

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