Posillipo, torna il bon ton: il circolo impone la giacca

Domenica 10 Ottobre 2021 di Antonio Menna
Posillipo, torna il bon ton: il circolo impone la giacca

C’è chi impone il green pass, e chi la giacca. È questione di priorità. Tira aria di Novecento, nel circolo nautico Posillipo, dove da due giorni è scattato l’obbligo di indossare la giacca - per i signori - come condizione per entrare negli spazi interni della struttura, la cosiddetta casa sociale, quella splendida mappa di saloni, salotto, stanze da gioco, bar direttamente sul mare, ai piedi della collina posillipina, che ospita da quasi cento anni feste, incontri, eventi dell’alta borghesia napoletana. A mettere nero su bianco l’avviso è stato il nuovo consigliere delegato al Decoro, Mino Cucciniello, che, forse per dare ancora più un tono ufficiale e nostalgico all’avviso, ha preferito carta e penna, vergando di sua mano il gentile richiamo, su un fogliettino di carta intestata e scritto con una – ahi ahi – inelegante biro blu (il foglio poi ovviamente è dovuto diventare un pdf per essere mandato via mail a tutti gli iscritti, ma questi sono dettagli della noiosa modernità). 

«Certo di farvi cosa gradita per il decoro del nostro amato Posillipo – scrive con una certa solennità Cucciniello, da oltre 50 anni animatore e narratore della mondanità napoletana – vi porto a conoscenza che per accedere a tutti gli spazi interni del Club è indispensabile che venga indossata la giacca». In realtà, la regola è già ben scritta nello storico regolamento del circolo, all’articolo 2, dove si precisa che nel solo periodo invernale (che qui vige da ottobre al 31 maggio) l’accesso dopo le 21 è consentito ai signori con giacca, ma senza cravatta, mentre alle signore è richiesto solo abito formale, precisando che in ogni caso, e mai, mai, mai, nemmeno a ferragosto, o una domenica di afa, è possibile accedere ai saloni in pantaloncini, infradito, ciabatte, canottiere, e altri orrori simili. Una piccola eccezione si può fare solo per le tute sportive e sociali (sempre in maniche e pantaloni lunghi!), visto che in fondo la ragione sociale del circolo resta quella della pratica di alcuni sport. In verità, questa ed altre regole negli ultimi anni venivano rispettate un po’ a macchia di leopardo: chi sì, chi no, insieme ad altre piccole slabbrature che costringevano il “maestro di casa” – si chiama così chi è chiamato a sorvegliare negli ambienti interni - a sgradevoli richiami. 

 

Ma ora c’è un nuovo corso: si è insediato pochi giorni fa il nuovo presidente, il consulente finanziario Filippo Parisio, che ha battuto con 302 voti contro 229 il vecchio presidente e ricandidato Vincenzo Semeraro. Nuova gestione, protocollo antico, regole rigorose: giacca e decoro, prima di tutto. Non solo abbigliamento, ma anche comportamento. Tutti i cellulari con vibrazione, suonerie vietate. Conversazioni al telefonino solo a bassa voce. Niente animali, niente politica, niente fumo, dopo le 20 accesso solo per i maggiorenni. «E i soprabiti – ricorda la nota scritta a mano dal consigliere Cucciniello – vanno sempre lasciati al guardaroba, presso la portineria». Può sembrare un po’ fuori dal mondo e dal tempo, una ricucitura così antica tra la parola decoro e l’obbligo della giacca, visto che tutto si aggiorna e anche le categorie della bellezza e della buona forma si trasfigurano nel tempo. 

Ma qui, più che all’eleganza, si tiene a un certo sentimento del passato che va tenuto a guardia della tradizione. Un po’ come al Senato della Repubblica, dove si entra solo in giacca e cravatta (poi si fa di tutto), al punto da comporre curiosi patchwork per alcuni ospiti sprovvisti di cravatta, che ne prendono una dalle portinerie, abbinandole come i clown; o alla Camera dei deputati, dove l’obbligo di cravatta è caduto da tempo, ma resta quello di giacca, ovviamente solo a carico degli uomini, con il risultato che le donne sono invidiate dagli uomini, in estate, per la libertà di abbigliarsi in modo totalmente informale. E consolidati obblighi formali sopravvivono in alcuni luoghi di lavoro: un direttore di banca deve avere la giacca, con regolamenti rigorosi che sfidano le leggi sul lavoro. Mentre a New York, proprio alcuni giorni fa, a causa proprio della pandemia, è caduto un obbligo analogo. Nei ristoranti pluristellati, quelli di gran lusso, prima vigeva un dress code imperativo: “Jacket required”. Ma alla ripresa post-pandemia, Le Bernardin – uno dei ristoranti più famosi - ha cambiato le regole, portando dietro di sé tutti gli altri. «Motivi di igiene», hanno detto. Molti si presentavano senza giacca e, per non perdere il cliente, il ristorante ne forniva una. Con il Covid questa promiscuità è sconsigliata. Dunque, addio giacca, addio codice, chiudiamo un occhio sul decoro, riprendiamo gli affari. Ma al Posillipo, no. Le maniche di camicie, a casa tua, o al pub. Se vieni al circolo, porta rispetto.

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA