Riapertura scuole a Napoli, occupato il liceo Vico: «Non ci sentiamo tutelati»

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Mariagiovanna Capone
Riapertura scuole a Napoli, occupato il liceo Vico: «Non ci sentiamo tutelati»

Gli studenti dell’Osservatorio Popolare Studentesco questa mattina alle 9 hanno occupato il liceo statale Gian Battista Vico di via Salvator Rosa. «Stiamo occupando un istituto vuoto - scrivono in un documento diffuso subito dopo l'occupazione - poiché dopo 111 giorni in Campania le scuole continuano a essere chiuse e il rientro che ci viene proposto il primo febbraio non garantisce un'effettiva sicurezza ma, al contrario, non fa altro che mancare di rispetto alla comunità scolastica e delega alle singole amministrazioni scolastiche responsabilità che sarebbero dovute essere di amministrazione statale».

Dopo il liceo scientifico Labriola di via Terracina, a Fuorigrotta, l'Ops occupa un secondo liceo cittadino segnando così una linea chiara di azione. «Questa è la nostra risposta all’abbandono degli studenti da parte delle istituzioni, all'inadeguatezza della DaD come strumento di formazione, ai mancati investimenti governativi per consentire un rientro in sicurezza, agli innumerevoli tagli perpetrati nel tempo alla “Scuola” e al malfunzionamento dei trasporti pubblici» spiegano gli studenti.

 

«In questo periodo la cultura, la scuola e tutti i suoi lavoratori, studenti e studentesse sono stati completamente tagliati fuori dal dibattito politico del nostro paese. La DaD ci è stata dipinta come una soluzione definitiva quando invece dovrebbe essere vista esclusivamente come un mezzo emergenziale che non può e non deve assolutamente sostituire la didattica in presenza. Ha fornito un alibi per l'incompetenza del governo che, con questa risposta immediata, non ha progettato un piano reale per il ritorno a scuola in sicurezza. Dalla chiusura di Marzo fino alla prima riapertura di Settembre niente è stato fatto per garantire che le scuole rimanessero aperte, come è stato testimoniato dal l'immediata chiusura delle scuole. Ormai la delusione degli studenti si è tramutata in rabbia in quanto le scuole vengono aperte e chiuse con noncuranza; tutto come se noi fossimo cavie su cui testare l’andamento della pandemia, anche da colpevolizzare nel caso di un aumento dei contagi, senza alcun riguardo per chi la scuola la vive in prima persona. Le innumerevoli promesse del ministero della pubblica istruzione non si sono mai tradotte in fatti. In questo periodo di crisi di governo, la scuola è stata tagliata fuori anche dal recovery plan e da ogni tipo di decisione governativa. Gli studenti di tutta Italia pretendono ora risposte certe. Questa emergenza sanitaria non ha fatto altro che far emergere prepotentemente le problematiche già preesistenti da anni nel sistema “Scuola”: la disparità tra le cosiddette “scuole di serie A” e “scuole di serie B”, la trascuratezza dell’edilizia scolastica campana, anche se la nostra struttura non ne risente direttamente, e l’ingiustizia del sistema delle classi pollaio, problema radicato e da sempre denunciato dagli studenti, che oggi non fa che aumentare il disagio dovuto alla pandemia. I mezzi pubblici sono stati un altro punto trascurato ampiamente dal governo: le difficoltà di oggi sono il risultato di anni di mala gestione dei trasporti del territorio. Noi siamo qui per dimostrare che il rientro in sicurezza è possibile e per riappropriarci dello spazio che ci spetta di diritto in quanto unico vero luogo di istruzione, socialità, confronto e crescita. Siamo stati privati di quella che dovrebbe essere il punto di riferimento per noi adolescenti, siamo stati traditi da chi dovrebbe tutelarci e ci siamo sentiti presi in giro da chi doveva prendersi cura di noi. In base i dati che abbiamo raccolto con un Questionario di Gradimento della DaD, a cui ha partecipato più della metà del nostro istituto, il 70,3% degli studenti non si sente tutelato dall’istituzione scolastica. La DaD inoltre non ha fatto altro che allontanare sempre di più studenti e docenti, aumentando il disagio psicologico causato dalla mancanza dei contatti e della socialità, fondamentale nella nostra crescita. Pretendiamo maggiore sicurezza da parte dello stato. Non siamo qui per protestare contro l’amministrazione scolastica del nostro istituto, ma contro tutta l’istituzione scuola che doveva garantire il nostro diritto alla salute e all’istruzione. Richiediamo quindi presidi medico-sanitari all’interno delle scuole e di ricevere tamponi naso-faringei regolarmente per monitorare l’andamento dei contagi all’interno dell’istituto. Per garantire la sicurezza sanitaria nell’arco di questa occupazione ognuno di noi si è sottoposto ad un tampone rapido naso-faringeo; inoltre sfrutteremo gli spazi aperti del complesso scolastico rispettando le norme anti-covid. Ogni studente sarà il benvenuto. Chiunque vorrà, potrà seguire le lezioni in DaD durante la mattinata, mentre nel pomeriggio verranno svolte delle assemblee pubbliche e dibattiti su tematiche scelte dagli studenti, con conferenze autogestite, supportate da esterni. Vogliamo che la nostra scuola diventi un polo culturale, luogo di crescita, di confronto e di sicurezza. Oggi più che mai, questo è ciò di cui noi studenti abbiamo bisogno: la nostra scuola deve essere la nostra casa, e nessuno può privarcene».

Ultimo aggiornamento: 13:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA