La favola di Aniello, dal rione Traiano alla nazionale acconciatori

Mercoledì 23 Ottobre 2019 di Antonio Folle

Il rione Traiano è spesso tristemente al centro delle cronache per fatti legati alla criminalità organizzata. Eppure nel quartiere sorto negli anni '60 esistono tante eccellenze in grado di tenere alto il nome di un quartiere che nonostante tutto cerca disperatamente di scrollarsi di dosso le piaghe dello spaccio di stupefacenti gestito dai clan. A via Marco Aurelio, una zona conosciuta per essere stata in passato una delle più grosse piazze della città, c'è l'attività commerciale gestita da Aniello Fidato, 34 anni e già pluricampione del mondo della categoria acconciatori. Una carriera, quella di Aniello, cominciata da giovanissimo. A 14 anni, come ha raccontato tra un taglio e l'altro, ha cominciato il mestiere seguendo le orme di papà Luigi e poi decidendo di formarsi in proprio per non avere alcun percorso «privilegiato». 

«Chi segue le orme del genitore che fa lo stesso mestiere - ha spiegato Aniello - non sempre ha la possibilità di fortificarsi nel lavoro. Per questo a 14 anni decisi di formarmi in proprio, seguendo corsi di formazione, facendo gavetta e frequentando scuole del settore. Ho sempre fatto di questo mestiere la mia passione, forse per questo ho l'impressione di non essere mai al lavoro».
 


Il negozio di via Marco Aurelio, dove campeggia un grosso murales che ritrae Aniello durante il suo lavoro, è preso d'assalto a tutte le ore del giorno da centinaia di ragazzi provenienti da ogni provincia della Regione. Un successo che il campione del mondo ha legato alla ferrea volontà di non lasciare il proprio territorio di nascita e ad uno spiccato senso di appartenenza. «Io sono nato qui, ho il rione Traiano nel sangue - ha affermato - e ho la fortuna di lavorare in un negozio che ha sessant'anni di vita. Non ho mai pensato di lasciare questa zona anche se in passato, specie dopo i miei primi successi internazionali, molti amici mi avevano consigliato di aprire una attività in una zona più esclusiva di Napoli. Se è vero che questa zona è malfamata - ha continuato Aniello Fidato - è anche vero che chi riesce a fare qualcosa di buono nella vita deve dare il suo contributo per il miglioramento del posto dove si vive. E io questo, nel mio piccolo, cerco di farlo ogni giorno».

Nel 2008, a 23 anni, la prima partecipazione a un torneo internazionale per acconciatori, quello di Chicago, concluso al sesto posto assoluto. Nel 2012, a Milano, la prima affermazione mondiale a cui ha fatto seguito, nel 2014, il secondo titolo mondiale. Proprio nel 2014 ad Aniello viene affidata la guida della nazionale italiana acconciatori conquistando un altro titolo mondiale - a Parigi, nel 2019 - come allenatore. Nonostante tutto, però, il 34 enne resta con i piedi per terra e continua a lavorare ogni giorno di gran lena per affinare le sue tecniche e per fare da esempio ad altri giovani del quartiere. 

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«Quello che dico sempre ai ragazzi di questo quartiere - rivela mentre mostra con orgoglio i suoi numerosissimi trofei - è di impegnarsi ogni giorno in qualcosa e di avere uno scopo nella vita. Se ci si applica e se si fanno i dovuti sacrifici il successo prima o poi arriva. Importante è cercare di mantenere la giusta concentrazione sugli obbiettivi e andare avanti per la propria strada. L'esempio che faccio spesso - ha poi concluso il coach della nazionale dei barbieri - è che se sono riuscito io a conquistare un titolo mondiale, può riuscirci chiunque. Basta volerlo veramente».

Fidato ha poi stilato il suo personale podio: «Non sono di parte quando affermo che noi italiani siamo gli acconciatori più bravi del mondo - spiega - per noi parla il palmares internazionale. La piazza d'onore va a Tedeschi e a Giapponesi, che in tutte le competizioni ci danno sempre filo da torcere. Seguono i francesi, che negli ultimi anni stanno migliorando molto e che hanno organizzato gli ultimi mondiali a Parigi».

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La storia di Aniello fa il pari con altre belle storie di riscatto che arrivano dal rione Traiano. Basti pensare all'enorme successo che riscuote la pizzeria di Errico Porzio, una attività che attira ogni giorno centinaia di turisti da ogni parte della città e che, in molti casi, ha rappresentato una importante scuola - anche di vita - per i ragazzi di un quartiere dove lo Stato non sempre riesce a far sentire la sua presenza. 

«Ha conosciuto Aniello qualche giorno fa - ha commentato il vice presidente della IX Municipalità Marco Lanzaro - e sono rimasto colpito dalla forza di volontà di vincere da parte di un figlio di questo quartiere dove le occasioni di riscatto sono scarse. Storie come questa possono fare da sprone per altri ragazzi e ci auguriamo che molti altri giovani di questo quartiere possano prendere spunto da questi bellissimi esempi per realizzarsi nella vita e nel lavoro».  

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