Napoli. Ritrovata un'anfora romana nelle acque di Ischia

di Ebe Pierini

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Il mare di Ischia ha restituito questa mattina un’anfora risalente all’epoca romana. A ritrovarla è stato il sub della cooperativa Ischia Barche, Luigi Monaco, 58 anni, che da 30 anni si immerge nelle acque dell'isola campana. Non è la prima volta che l'uomo trova reperti di questo tipo in quell'area e si tratta solo dell’ultimo ritrovamento in ordine di tempo avvenuto lungo le coste campane.
 

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Le aree marine protette della Campania, vale a dire i parchi sommersi di Baia e Gaiola, quelle di Punta Campanella e di Santa Maria di Castellabate nonché il regno di Nettuno, nascondono uno straordinario patrimonio storico – archeologico che può attrarre gli appassionati di turismo subacqueo di tutta Italia e del resto del mondo. Chi pratica questo tipo di attività solitamente mostra un’alta sensibilità ambientale e culturale e le immersioni consentono una destagionalizzazione dei flussi turistici. Inoltre si genera un indotto legato a nautica, attrezzature e ristorazione. Per questo la Regione Campania ha finanziato l'iniziativa “Un mare di cultura” per la promozione del turismo subacqueo nelle aree marine protette proprio per incentivare la conoscenza. I beni culturali possono divenire quindi attrattori turistici.

Se ne è parlato in un convegno che si è svolto presso il castello aragonese di Ischia ed al quale hanno preso parte oltre al sindaco, Enzo Ferrandino, anche il direttore generale dell’agenzia regionale promozione turistica della Campania, Luigi Raia; l’ammiraglio Arturo Faraone, a capo della direzione marittima di Napoli; il direttore dell’area marina protetta di Punta Campanella, Antonino Miccio e l’assessore alla comunicazione di Ischia, Annamaria Chiariello.

“Occorre intercettare flussi turistici mondiali da Cina, Russia, America del Nord ma anche Paesi arabi e Brasile – ha spiegato Raia - Ciò presuppone che si debba offrire un turismo di qualità. Per questo stiamo intervenendo sui trasporti perché la mobilità è fondamentale. I turisti devono potersi muovere con facilità quando arrivano nelle nostre città. L'incremento delle presenze a Pompei e alla reggia di Caserta è sotto gli occhi di tutti. È importante anche sviluppare il turismo subacqueo. Non esiste solo il Mar Rosso per le immersioni. I fruitori di questo tipo di turismo sono una nicchia particolare che va coltivata. La direttiva del presidente De Luca è quella di investire. Dobbiamo dimenticare la parentesi catastrofica del terremoto. Ischia rappresenta una delle maggiori attrattive della nostra regione a livello mondiale”. 


“Siamo impegnati quotidianamente nel controllo delle aree marine protette e per questo impieghiamo 51 mezzi navali – ha sottolineato l’ammiraglio Faraone – Sono operativi 31 comandi. Interveniamo a protezione del demanio marittimo e dei siti archeologici sommersi ma anche nel contrasto della pesca abusiva. Dall’inizio del 2017 abbiamo compiuto, a tutela delle aree  marine protette campane, 418 missioni per un totale di 819 ore di moto percorrendo 5370 miglia. Abbiamo controllato 660 unità, elevato 125 verbali amministrativi, 3 sequestri amministrativi e 6 penali.  Le attività di turismo subacqueo rappresentano un settore in espansione. Nell’anno in corso è stato registrato un incremento di quasi il 100% delle immersioni comunicate a conferma dell’interesse che gli appassionati del settore nutrono per i fondali dell'area marine protette e dell'’isola di Ischia – ha aggiunto – Risultano presentate nel 2017 166 comunicazioni a fronte delle 90 complessive registrate nell’anno precedente. “Per la  prima volta tutte le aree marine protette della Campania stanno facendo sistema – ha evidenziato Miccio – Vi operano circa 20 diving center e centri di immersione che veicolano 6000 immersioni l’anno. E’ un dato importante e dunque anche il turismo subacqueo e può rappresentare un’opportunità di crescita per l’economia.  I Parchi Sommersi di Baia e Gaiola nascono   proprio dalle   loro   peculiarità   archeologiche,   ma   l'area   marina   protetta   di   Santa   Maria   di Castellabate e   il   Regno   di   Nettuno   hanno   anch'esse   tutte   le   potenzialità,   grazie   alla presenza di importanti siti archeologici sommersi, per sviluppare un turismo archeologico subacqueo.  L’obiettivo è la valorizzazione di tale patrimonio e contribuire a una diffusione del senso   civico sulla tutela e salvaguardia di tale patrimonio archeologico sommerso  in   un   mondo dove la   caccia   al   reperto   archeologico   è   ancora   molto   diffusa”. “Il terremoto è stata una sciagura che ha colpito la nostra isola solo in piccola parte – ha puntualizzato il sindaco Ferrandino - Il nostro territorio conserva le sue caratteristiche e le sue prerogative e continua a coltivare le sue bellezze. Abbiamo tra i 1.500 ed i 1.800 sfollati che hanno trovato alloggio negli altri comuni dell'isola. Subito dopo il sisma c'è stata una flessione delle presenze ma ora i flussi turistici si sono normalizzati. È presto per fare bilanci per l’anno in corso ma possiamo dire che la situazione è migliorata. Intanto il 19 e 20 ottobre ospiteremo la riunione dei ministri degli Interni dei Paesi del G7”.


“Le parole non servono a descrivere la bellezza di Ischia – ha commentato l’assessore Chiariello - Non si può pensare che l'isola sia solo mare e terme. L'idea è che in un posto così bello si possa vedere tutto, sopra e sotto acqua. Abbiamo anche del buon cibo e tre chef stellati. Ischia è storia e cultura e non ci si annoia mai. È davvero un dono di Dio”. “Considerando il Tirreno centro - meridionale, quindi da Gaeta a tutta la Calabria, tra informazioni che abbiamo da bibliografia, quindi di siti visti e oggi non più conservati  e siti attualmente presenti su circa 120 ben 80 ricadono nella Campania”  ha spiegato l’archeologa Alessandra Benini .
Venerdì 13 Ottobre 2017, 21:28 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2017 12:43
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