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Saldi, a Napoli partenza lenta: «Si studiano le offerte ma pochi spendono»

Domenica 3 Luglio 2022 di Giuliana Covella
Saldi, a Napoli partenza lenta: «Si studiano le offerte ma pochi spendono»

Partenza in sordina per i saldi a Napoli. A dirlo sono i commercianti del centro, che hanno registrato un bilancio non proprio positivo nella prima giornata di ribassi. Tanti i motivi, secondo gli esercenti: sia l'inflazione che ha raggiunto l'8% per i costi lievitati del carburante e dei prodotti primari a causa della guerra in Ucraina; sia per le temperature elevate degli ultimi giorni, che hanno spinto molti a cercare un po' di refrigerio al mare; sia (ma solo come terzo fattore possibile), per la concomitanza con un altro appuntamento annuale come il Napoli Pride, che ieri è partito proprio da via Toledo. Nel contempo molte le famiglie che spendono con parsimonia anche al supermercato pur di far quadrare il bilancio. 

Vuoi per i tre anni di pandemia; vuoi per i rincari dovuti al conflitto tra Russia e Ucraina, fatto sta che il primo giorno di saldi a Napoli si è rivelato un flop più o meno annunciato. «Andamento lento per il primo giorno di saldi, con un distinguo tra negozi e centri commerciali - dichiara Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania - La città non è affollata poiché tanti hanno preferito il mare allo shopping. Peraltro l'aumento dei contagi da Covid sta contribuendo a scoraggiare l'assalto ai negozi. Ci aspettiamo che da metà settimana ci sia un aumento delle vendite. Di converso i centri commerciali sono pieni, perché chi non va al mare trova refrigerio in quei posti. Come Confesercenti invitiamo sempre gli utenti a spendere nei negozi sotto casa e auspichiamo un aumento graduale di indotto economico per questi saldi estivi». «Già da venerdì le vetrine hanno iniziato a trasformarsi con i doppi prezzi - dice Rosario Ferrara, presidente Consorzio Toledo-Spaccanapoli - il caldo però non sta aiutando. I primi sondaggi a inizio mattinata parlano di una partenza lenta». Resta tuttavia il problema, «che è sotto gli occhi di tutti», dell'inflazione: «Stiamo avendo continui rincari dei prodotti, container che vengono dall'estero e subiscono notevoli aumenti (un container oggi arriva anche a 25mila dollari contro gli 2.800-2.900 del 2020). Tutto questo sta incidendo sui prezzi al consumo e sulla spesa pro-capite delle famiglie». Per Patrizio Nunziata, di Gaia Roma il primo giorno di saldi è «molto lento. Tuttavia non registro un calo di vendite dovuto all'inflazione, perché la nostra clientela è fatta per lo più da turisti che acquistano perché i nostri prezzi sono più bassi rispetto ai loro Paesi». Per uno dei responsabili di Famà, «i saldi dovrebbero partire a inizio settimana, perché nel weekend la città si svuota. Inoltre sarebbe meglio posticiparli senza annunciarli un mese prima, perché è chiaro che la gente aspetta l'occasione». Secondo Alfredo Catapano, vicepresidente del Centro commerciale Toledo, «un minimo riscontro lo abbiamo già con i turisti tornanti in città. Ma per i napoletani il banco di prova sarà domani». 

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Dal Superò al Decò alla Conad la storia non cambia. Spiega Matilde Esposito, vedova di 76 anni: «Ho perso mio marito un anno fa e da quando è scoppiata la guerra i prezzi al supermercato sono aumentati». E c'è chi addirittura colleziona volantini di negozi diversi pur di trovare il prezzo più basso: «Ne scelgo tre - dice Loredana Fitto, impiegata single - e in ciascuno compro il prodotto più conveniente, perché col mio stipendio e il fitto di casa è già dura sopravvivere». 

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