San Giovanni reagisce alle stese: l'appello di scuola e attivisti contro il terrore e l'abbandono

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di Alessandro Bottone

San Giovanni a Teduccio non vuole arrendersi alla paura. Si è svolta ieri, nella sede della VI Municipalità di via Atripaldi, una riunione per discutere della questione delle stese dopo le terribili sparatorie registrate in via Sorrento e che hanno diffuso panico e terrore tra i residenti.

Al tavolo, organizzato dal consigliere Massimo Morga (Partito Democratico), sono stati invitati alcuni esponenti della giunta comunale e i rappresentanti delle realtà del quartiere. Erano presenti l'assessore del Comune di Napoli con delega alla cultura Gaetano Daniele e alcuni attivisti. Un numero di persone ristretto rispetto agli invitati. Morga ha illustrato il problema e ha chiesto alle diverse realtà di avanzare delle proposte per costruire insieme un confronto vista l’escalation di sparatorie e altri atti criminali registrati negli ultimi mesi, con una “stesa” avvenuta anche di mattina.

Valeria Pirone, dirigente dell’istituto Vittorino da Feltre, ha riportato i racconti di alcuni genitori terrorizzati dai colpi di pistola sparati in prossimità della scuola. Ha sottolineato che già da mesi è attivo un tavolo operativo che ha realizzato, tra le altre cose, la riuscitissima marcia anticamorra del 19 aprile scorso. Iniziativa ricordata anche da don Modesto, parroco della chiesa in piazza Capri, che ha espresso la necessità di sensibilizzare le persone e smuovere le coscienze.
 

Il tema, in realtà, non è solo quello delle stese. Lo sa bene Pasquale Leone di Zeta, rete di associazioni e altre realtà dell’area orientale, che ha riferito dei diversi incontri avvenuti con gli assessori comunali durante i quali sono state avanzate specifiche richieste: in particolare, la necessità di maggiore presenza di vigili urbani e una più adeguata ripartizione degli stessi sul territorio cittadino. Patrizio Gragnano, della medesima rete civica, ha detto che «la risposta deve essere la normalizzazione della qualità della vita di questa città» chiedendo all’amministrazione comunale di investire portando economia e turismo in questi territori. Arte e cultura in soccorso contro la camorra. «Occorre una alternativa concreta» sottolinea Pasquale Cirillo della fondazione Famiglia di Maria che si occupa di educazione di giovanissimi. Gli ha fatto eco l’attore Francesco Di Leva della compagnia Nest il quale si è detto disponibile a per un evento per coinvolgere specie i piccoli.

L’Assessore Daniele ha affermato che di fronte a cose gravi serve una risposta forte della società civile. Esprimendo fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, l’esponente della giunta arancione ha evidenziato che quello delle “stese” è un problema che riguarda tutta la città: la sua idea è di replicare un evento simbolico, di far sentire la presenza dei cittadini per sottrarre terreno alla camorra, contro il silenzio e l'omertà.

Antonio Di Costanzo, unico consigliere presente oltre all’organizzatore, ha detto che il fenomeno non può essere ridotto a una sola strada e che serve una risposta nei fatti, come un sistema di videosorveglianza. Fortuna Giustiniani, presidente della consulta delle associazioni della VI Municipalità, ha stigmatizzato il fatto che erano state invitate le sole associazioni di San Giovanni. Sul punto la consigliera d’opposizione Anna Ferrara, attivista antiracket, afferma di essere stata avvisata del tavolo solo a cose fatte: «Si tratta di un terreno molto delicato che è stato trattato con superficialità: non sono state invitate le associazioni che lavorano sulla problematica da tempo». E aggiunge: «Serve il fiato sul collo dei camorristi ed è un problema sentito anche in altri quartieri, come a Ponticelli e a Barra. Ho chiesto di fare un consiglio in piazza, di dare un segnale forte». Anche i consiglieri dei gruppi Forza Italia e Movimento Cinque Stelle sostengono di non essere stati invitati. Morga, invece, ha specificato di aver informato i colleghi dell’iniziativa durante una seduta di commissione.

Il tavolo si è chiuso con alcune proposte che saranno avanzate agli organi competenti. Si chiederà l’assegnazione del bene confiscato in piazza Capri alle associazioni affinché diventi simbolo di lotta alla camorra. Inoltre gli attivisti hanno specificato l’essenzialità di un presidio fisso delle forze dell’ordine che faccia da deterrente ai fatti criminosi. In più si lavorerà per un evento da svolgere a San Giovanni.
Venerdì 14 Settembre 2018, 18:14
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