Scarico in mare e acqua torbida:
il litorale di Napoli Est nel degrado

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di Alessandro Bottone

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A San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città, non solo il mare è negato ma a esserlo è anche la costa. La spiaggia e l’adiacente scogliera a ridosso degli ex edifici industriali, ormai dismessi da tempo, risultano in una situazione di assoluto degrado e abbandono.

 
 

Rifiuti sversati ovunque, incastrati tra scogli e coperti dalla sabbia scura. I cumuli di “monnezza” sono stati illecitamente scaricati anche nella parte della costa ormai ricoperta e resa irriconoscibile dalla presenza di fittissime sterpaglie. Materiali in plastica, vetro, lattine, scarti edili, pneumatici: c’è di tutto nello spazio che divide il mare dalle strutture che hanno ospitato la fiorente attività industriale della San Giovanni a Teduccio dei decenni passati. Non manca, purtroppo, l’amianto. Lastre in avanzato stato di decomposizione sono state individuate nei pressi dell’ex complesso industriale Corradini, interessato da un intervento di bonifica predisposto dal Comune di Napoli ma al momento al completo abbandono, con il progetto di recupero e riconversione degli spazi ancora in alto mare. 
 


Le circostanze sono state registrate dai Consiglieri del Movimento Cinque Stelle della VI Municipalità, Tina Formisani e Pasquale Longobardi, che hanno effettuato un sopralluogo sul litorale per acquisire elementi e segnalare le diverse irregolarità, successivamente denunciate in un esposto indirizzato a tutti gli organi interessati. A destare ancora più preoccupazione è la presenza di diversi scarichi fognari che sfociano direttamente a mare.

«Così come previsto anche dalla Comunità Europea non dovrebbero esiste più scarichi di fogne a mare ma dovrebbero essere inviati, tramite pompe di sollevamento, al depuratore di via De Roberto che, da nostro sopralluogo, risulta funzionante al quaranta per cento» afferma Pasquale Longobardi, uno dei tre esponenti del Movimento 5 Stelle della Municipalità di Napoli Est. «Evidenziamo – specifica - il mare inquinato, la presenza di spazzatura, di materiale inerte: quindi la costa e il mare sono fortemente inquinate e non usufruibili dai cittadini che ci abitano». Il Consigliere pentastellato ha individuato uno degli scarichi a mare registrando la presenza di acqua torbida e la persistenza di cattivo odore.

Nello specchio d’acqua di San Giovanni a Teduccio sono presenti diversi scarichi così come specificato dai rilievi dell'agenzia regionale che si occupa del monitoraggio ambientale: quello di emergenza dell’impianto di sollevamento Taverna del Ferro, la foce pluviale Corradini, il collettore di Volla-Alveo Pollena e il collettore di Levante, vico 1° Marina. I dati dellì’ArpaC sottolineano, in seguito ai diversi rilievi effettuati nel corso del 2018, una presenza eccessiva di escherichia coli e di enterococchi intestinali. La qualità dell’acqua è definita “scarsa”: difatti vige il divieto di balneazione ma lo specchio d’acqua è frequentatissimo nei mesi estivi.

A chiedere il recupero del mare di San Giovanni a Teduccio e della sua costa sono in tanti, a partire dai residenti e, più recentemente, dai “coraggiosi” nuotatori che hanno scelto di tuffarsi per riportare attenzione su una questione finora irrisolta. La rimozione dei rifiuti, la bonifica delle aree, l’eliminazione degli scarichi, il recupero delle strutture ora dismesse sono tutte operazioni promesse da tempo ma che al momento non trovano alcuna attuazione.
Martedì 15 Gennaio 2019, 18:16 - Ultimo aggiornamento: 15-01-2019 18:32
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