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Napoli, i graffiti selvaggi deturpano ancora una volta Santa Chiara: «Bisogna educare i giovani al rispetto»

Giovedì 10 Marzo 2022 di Antonio Folle
Napoli, i graffiti selvaggi deturpano ancora una volta Santa Chiara: «Bisogna educare i giovani al rispetto»

La basilica di Santa Chiara non è solo uno dei più vasti ed importanti edifici di culto della città. Per moltissimi napoletani rappresenta un vero e proprio simbolo. Eretta per volere di Carlo d'Angiò e consacrata ufficialmente nel 1340, fu semi-distrutta dai devastanti bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ospita all'interno, solo per citare le sepolture ed i monumenti più illustri, il Pantheon della Casa Reale dei Borbone e la tomba di Salvo d'Acquisto. Fu sotto le volte dell'immensa basilica che Don Giovanni d'Austria fu ufficialmente insignito del comando della flotta Cristiana che avrebbe affrontato e sconfitto la flotta Ottomana a Lepanto. Un complesso, quello di Santa Chiara, che attira ogni anno milioni di visitatori da ogni parte del mondo.

Nonostante la bellezza architettonica e l'importanza storica, però, il complesso di Santa Chiara non è al sicuro dagli atti vandalici. Lo scalone laterale, pulito e ripulito più volte nel corso degli ultimi anni - l'ultimo intervento di radicale pulizia nel 2018 - oggi è di nuovo ricoperto di orribili graffiti e di adesivi che sponsorizzano gruppi rock più o meno conosciuti nel panorama underground partenopeo. Gruppi di ragazzi delle vicine scuole vi si accampano ogni giorno per fumare e consumare alcolici lontani da occhi indiscreti, lasciandosi dietro le "tracce" della loro turbolenta presenza. A poco o nulla sono serviti gli appelli lanciati nel corso degli anni per salvaguardare il decoro del complesso religioso. 

«Lo scempio di Santa Chiara - il commento di Antonio Pariante del Comitato Civico Portosalvo - si rinnova e ci ricorda che il problema del “graffitismo selvaggio”, a differenza delle altre città d’arte italiane, non è stato ancora affrontato dalle amministrazioni locali e continua a rimanere una “grave piaga” del sito Unesco più grande è più importante d’Europa per il quale si fa veramente poco o niente».

 

Problema, quello del "graffito selvaggio" che non riguarda, ovviamente, la sola basilica di Santa Chiara ma che colpisce decine di altri monumenti del centro storico partenopeo. Gruppi di volontari come "Angeli del Bello" intervengono di tanto in tanto per interventi di pulizia professionale, ma si tratta di una battaglia impari contro chi continua a non mostrare alcun rispetto per le testimonianze del passato che rappresentano la vera ricchezza della città di Napoli.

Curia e Sovrintendenza dovranno necessariamente pensare al più presto ad un nuovo intervento di restauro dello scalone di Santa Chiara. Per rendere veramente efficaci gli interventi di pulizia, e non limitarli ad interventi-spot a favore di telecamera, è però necessaria una importante opera di sensibilizzazione che coinvolga in primis i più giovani. 

«Quando si parla di un territorio o di monumenti di quel territorio - ha dichiarato il presidente del Movimento Neoborbonico Gennaro De Crescenzo - io credo che il concetto di legalità sia molto legato al concetto di conoscenza. Si può amare solo ciò che si conosce e se si ama si rispetta. Vale per i rapporti umani e personali e vale anche per una città. Premessa la necessità di controlli veri e sanzioni vere e premesso che queste cose vergognose accadono in tutte le grandi città del mondo, occorrerebbero dosi massicce di storia di Napoli nelle nostre scuole. Se i nostri ragazzi conoscessero la storia di Santa Chiara - conclude De Crescenzo - non gli verrebbe mai in mente di "insultarla" in questo modo».

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