Scampia, il nuovo tradimento:
baracche al posto della Vela

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Paolo Barbuto
Scampia, il nuovo tradimento: baracche al posto della Vela

Nell'area dove sorgeva la vela Verde, abbattuta per lasciare spazio al programma di rinascita di Scampia, il Comune (l'amministrazione appena andata via) ha deciso di far sorgere un campo di alloggi temporanei destinati ad ospitare gli abitanti della vela Azzurra, l'unica che alla fine resterà in piedi, quando verrà sottoposta alle lunghe e complesse operazioni di restyling.
La spesa è prossima ai cinque milioni di euro; la realizzazione del campo sarà lunghissima, quasi due anni; le motivazioni che hanno spinto la Giunta de Magistris a immaginare questo progetto sono perentorie: «Il Comune non ha a disposizione un numero di alloggi necessario ad ospitare quelle famiglie». Si tratta di cinquanta alloggi che nell'intero territorio della città non è stato possibile reperire.

«Il risultato sarà che proprio dove è iniziato il progetto di riconversione di Scampia inizierà un nuovo percorso di instabilità che produrrà altre difficoltà e nuovo degrado», tuona Salvatore Passaro, consigliere municipale di lungo corso (appena rieletto) con una vocazione inesauribile verso le necessità della gente.

Di primo acchito va ricordato che il progetto di un «insediamento abitativo temporaneo sull'area di sedime della vela A», cioè la realizzazione di una baraccopoli (che nelle carte ufficiali viene presentata come una specie di villaggio vacanze) non è recente: è stato studiato nel momento in cui si ipotizzò il progetto di abbattimento degli edifici simbolo di degrado, con il salvataggio di una sola delle strutture, la vela Azzurra, appunto, quella che i burocrati designano con la lettera «B».

Per far partire i lavori di ristrutturazione di quell'edificio bisognava trovare sistemazioni alternative agli abitanti durante i giorni dei lavori, così si decise per la realizzazione degli alloggi temporanei. Però le famiglie che abitano nell'immensa vela Azzurra sono più di 180 e sarebbe stato impossibile immaginare di costruire una mega-baraccopoli per tutte quelle persone, così s'è deciso di procedere a una ristrutturazione a pezzi: le quattro sezioni della vela saranno rimesse in sesto in momenti separati, così sarà necessario sfrattare cinquanta famiglie alla volta.

Un cronoprogramma della ristrutturazione della vela Azzurra non è ufficialmente disponibile. Chi ne conosce i dettagli spiega che occorreranno almeno quattro anni per completare l'opera. Il cronoprogramma della costruzione delle casette temporanee di Scampia, invece c'è: ufficialmente occorreranno 590 giorni per metterle in piedi, cioè quasi due anni. Insomma, in totale quell'insediamento di alloggi temporanei, se tutto andrà secondo i piani ufficiali, dovrà restare in piedi almeno per sei anni, un tempo infinito. «Un tempo che permetterà la creazione di altri problemi - spiega disperato Passaro - ci saranno prevedibilmente occupazioni, tentativi di impossessarsi di quegli ambienti o di quelli realizzati nella vela ristrutturata. Io sono estremamente preoccupato».

Nel progetto, il nuovo insediamento che verrà costruito sulle ceneri della vela Verde è un gioiello di accoglienza e vivibilità. Secondo il dettato dell'Amministrazione comunale quelle baracche dovranno essere ecosostenibili, realizzate in materiali naturali e non invasivi. Si tratta di strutture a due piani impilabili e dovranno essere modulari in modo da poter agganciare più pezzi per realizzare case più grandi nelle quali ospitare le famiglie più numerose. Saranno dotate, secondo le idee del Comune, di ogni comfort, dall'aria condizionata al riscaldamento, dai doppi servizi agli allacci alla tv centralizzata, particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai portatori di handicap con l'eliminazione di ogni barriera architettonica all'interno e la realizzazione di servizi igienici ad hoc. Tutt'intorno al campo di casette, poi, sempre secondo le intenzioni progettuali, dovranno essere realizzati vialetti in materiale ecologico, piantate essenze che renderanno quel campo un'oasi di verde e vivibilità. È anche prevista, per rendere definitivamente accogliente la zona, una maxistruttura, anch'essa temporanea, destinata alle attività di comunità: una specie di grande sala dove incontrarsi e condividere attività e tempo libero. Poi è deciso che ci sarà un parcheggio con posti auto riservati agli abitanti delle casette, e l'area sarà interamente recintata.

«Ecco, le intenzioni sono queste, le abbiamo lette nei progetti - allarga le braccia il consigliere municipale Passaro - ma la realizzazione come sarà? Io ho un po' d'esperienza sulle spalle e mi permetto di dubitare che quel campo di accoglienza temporanea sarà una specie di villaggio-vacanze così come lo hanno descritto i burocrati del Comune. Non vorrei che la gente si trovasse in situazioni abitative scomode e invivibili, non vorrei che le ipotesi dei comfort, dei giardini, degli spazi comuni, si scontrassero con una realtà che potrebbe essere ben diversa, ben peggiore».

Attualmente il lavoro di smantellamento della vela Verde è completato. Sul posto ci sono solo pochi mezzi meccanici che dovranno, nei prossimi giorni, livellare il terreno e renderlo adatto ad ospitare il campo di alloggi temporanei la cui realizzazione potrebbe arrivare a brevissima scadenza.
Il Comune ha già nominato un responsabile unico per la realizzazione della struttura e ha ufficialmente creato un gruppo di programmazione della spesa, un gruppo di predisposizione e controllo delle procedure di gara e una struttura di collaboratori tecnici. Insomma l'avvio della realizzazione delle abitazioni temporanee potrebbe essere dietro l'angolo: «Ci batteremo per cercare soluzioni alternative - promette Salvatore Passaro - so bene che è quasi impossibile fermare un procedimento che è già in fase così avanzata, ma non possiamo permetterlo. Scampia merita di più, Scampia merita di meglio. La rinascita non può partire da un campo di baracche».
 

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