Scampia, delusione stadio Landieri: «1.300 posti inutilizzabili dopo le 17»

Domenica 14 Novembre 2021 di Antonio Folle
Scampia, delusione stadio Landieri: «1.300 posti inutilizzabili dopo le 17»

Genitori e nonni, spettatori delle partite di calcio dei loro figli e nipoti, costretti ad assistere alle gare dei loro beniamini assiepati dietro le reti di contenimento sotto alla pioggia battente. 1300 posti a sedere utilizzabili solo «part-time a causa di un guasto ad un gruppo elettrogeno supplementare che dovrebbe garantire energia elettrica in caso di guasto all'impianto principale». Un quartiere intero che aspetta di vedere uno stadio, quello intitolato ad Antonio Landieri, diventare un vero volano di sviluppo per il territorio e non un semplice impianto comunale sul quale ruotano vincoli, problemi - alcuni in via di risoluzione - e polemiche di ogni tipo.

A luglio dello scorso anno il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora annunciava lo stanziamento di circa 300.000 euro destinati allo stadio Landieri. La somma, considerevole per un impianto di quartiere, doveva servire proprio per il potenziamento degli impianti di illuminazione, per il rifacimento degli spogliatoi e delle uscite di sicurezza. Le lungaggini burocratiche del Comune di Napoli hanno causato un ritardo nell'avvio dei lavori e, di conseguenza, l'utilizzo parziale dell'impianto sportivo, con tutte le polemiche che ne conseguono. Ad oggi lo stadio Landieri, infatti, risulta essere utilizzabile per l'attività sportiva ma, dopo le 17.00, gli spalti diventano automaticamente inagibili a causa della mancanza di un generatore supplementare che dovrebbe garantire la corrente per le luci d'emergenza in caso di necessità. In mancanza del generatore, di conseguenza, risulta impossibile aprire le tribune al pubblico - 900 per i locali e 400 per gli ospiti i posti a sedere per lo stadio di via Hugo Pratt - che è costretto ad assistere alle gare dall'esterno dello stadio.  

Anche ieri pomeriggio i genitori dei ragazzini di una scuola calcio del territorio si sono così visti sbarrare le porte del campo. Le gare federali dopo l'orario stabilito sono da ritenersi rigorosamente a porte chiuse. Anche se le società sportive che hanno sottoscritto la convenzione - come riporta Gino Marrone - erano perfettamente a conoscenza della problematica inerente l'agibilità parziale degli spalti, si tratta comunque di un disagio non da poco in un quartiere dove lo sport deve fare da luogo di aggregazione per i ragazzi e per le famiglie. 

«Vorrei vedere voi - il rabbioso post Facebook di Nunzio Marigliano, attivista del quartiere - guardare i vostri figli giocare da bordo campo, dove si vede poco o nulla. Vorrei vedere voi stare sotto la pioggia, in piedi, per almeno tre ore con 1300 posti a sedere inutilizzabili. Vorrei vedere voi chiedere l'intervento delle istituzioni e sentirsi dire che si sta provvedendo, come si è fatto più o meno negli ultimi cinque anni. Vorrei vedere voi - l'affondo di Marigliano rivolto con ogni probabilità ai tanti politici di quartiere, alcuni dei quali non rieletti, che si erano "spesi" per la risoluzione del problema-Landieri - ma purtroppo vedo genitori, nonni e parenti sotto l'acqua a guardare le gesta dei loro figli. Senza contare le brutte figure fatte con le società avversarie che vengono a giocare qui. Noi vogliamo cambiare Scampia - ha poi concluso - ma il problema sono le istituzioni, ora e sempre». 

 

E nell'aspra polemica che vede coinvolto l'impianto sportivo di Scampia trova spazio anche la polemica politica. La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Maria Muscarà, ormai in rotta di collisione con i dirigenti del suo partito, ha affermato: «La situazione dello stadio Landieri è uno scempio, così come è uno scempio lo stadio Collana regalato ad un privato e pagato con soldi pubblici. Purtroppo Napoli ha votato sempre gli stessi sotto mentite spoglie. Bisognerà quindi continuare a lottare senza contare su di loro».

Una stoccata - nemmeno tanto velata - quella della consigliera regionale rivolta al nuovo gruppo consiliare nato all'interno dell'assise del Comune di Napoli e che vede come capogruppo Ciro Borriello, ex fedelissimo di de Magistris ed ex assessore allo Sport della Giunta uscente, ora eletto capogruppo proprio del Movimento 5 Stelle. 

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA