Da Vigliena a Pietrarsa, lo scempio del mare nero di Napoli Est

di Paolo Barbuto

La puzza è insopportabile, l'elica aumenta i giri per portare la barca e l'equipaggio lontani da quell'orrore, il mulinello d'acqua raggruppa i liquami di quell'ampio pezzo di mare che non è azzurro, è beige con tendenza al marrone scuro. Quel che state pensando è esatto: ieri mattina abbiamo navigato in un mare di...

Una giornata in mare assieme all'equipaggio dell'Arpac è un viaggio attraverso il paradiso e l'inferno: acque cristalline e fogne a cielo aperto, gabbiani in picchiata su banchi di pesci e studenti senza scuola che planano su spiagge inquinate.

Nella pace di Marina di Stabia la nave oceanografica «Helios» è l'ammiraglia dell'Arpac che ha altre sette imbarcazioni più piccine per i controlli. Tutto il settore viene gestito da Lucio De Maio, dirigente responsabile dell'unità operativa Mare: è nato sul mare di Sorrento e non l'ha mai abbandonato, nemmeno quando è andato a prendersi la laurea in città, neppure quando è stato portato lontano dal lavoro. Ha parole e modi da vecchio lupo di mare, di quelli che ispirano fiducia.

Al timone del battello ci aspetta il comandante Luigi Ruggiero, a bordo c'è Raffaele Martino, coordinatore dell'unità operativa acque interne e marino costiere di Napoli. Tutti hanno voglia di spiegare, di dire che l'Arpac, l'Agenzia di protezione ambientale della Campania, in mare ci va tutti i giorni e i controlli li effettua 365 giorni all'anno perché qui non si tratta di stilare una classifica ma di tutelare la salute di milioni di persone.
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Venerdì 19 Aprile 2019, 11:00
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