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Covid, dall'Università Federico II di Napoli nasce la task force contro il virus

Giovedì 24 Febbraio 2022
Covid, dall'Università Federico II di Napoli nasce la task force contro il virus

A Napoli la prima task force multidisciplinare di ricerca sulle conseguenze da Covid-19. Si chiama Facta (Federico II against Covid Task Force), ed è promossa e realizzata dall'Università Federico II. L'iniziativa parte dalla necessità di comprendere i motivi dell'astenia dovuta al long Covid e da tutti gli altri problemi che emergono da una malattia del tutto nuova.

«Confidiamo, con il nostro lavoro sinergico, di poter offrire alla comunità scientifica nei prossimi mesi degli importanti risultati e ai pazienti un metodo di cura quanto più completo ed efficace possibile - ha detto la professoressa Annamaria Colao, promotrice dell'iniziativa - Un anno fa abbiamo pensato di organizzare queste problematiche perché pensavamo che l'astenia derivasse da problemi surrenali. Così non è, mentre per la tiroide e il metabolismo si sono avuti molti riscontri. Abbiamo affrontato in una prima fase il problema insieme ad altri colleghi soprattutto i dermatologi e gli pneumologi e oggi siamo riusciti a mettere insieme tante esperienze specialistiche».

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Un lavoro che - ha sottolineato Colao - «ci consentirà, tra i primi al mondo, di avere una cartella clinica completa per adeguare le terapie e, essendo i trial registrati, di offrire i dati delle nostre ricerche a tutti gli studiosi. È una malattia nuova, non descritta sui testi e non ci sono percorsi già definiti, ognuno di noi deve mettere i vari tasselli per comporre un quadro completo e mi prendo il merito di aver messo insieme oltre dieci gruppi di talenti della Federico II».

Già completi i dati per i primi cinquanta pazienti. «La casistica da cui siamo partiti riguarda 580 pazienti in regime ordinario con una letalità del 7 per cento, tra i più bassi in assoluto con tassi di sopravvivenza molto elevati proprio grazie alla multidisciplinarietà che subito abbiamo attivato - ha spiegato il professore di Malattie infettive, Ivan Gentile - l'obiettivo è di fare terapie a bassa intensità di cura per evitare la forma severa della malattia. Proprio in questi giorni abbiamo anche la possibilità di trattare precocemente la malattia con una profilassi pre esposizione che consente di dare gli anticorpi ai fragili che non riescono a produrli».

Soddisfazione per il lavoro di gruppo è stata espressa dal rettore della Federico II, Matteo Lorito: «Questo notevole lavoro mostra che alla Federico II si fanno i fatti. Mi aspetto molto da questo progetto che è stato approvato dal Comitato etico e il trial è sul registro mondiale per rendere pubblica e disponibile la ricerca». Tra i componenti della task force anche il professor Cittadini, la direttrice del Dipartimento di Dermatologia, Gabriella Fabbrocini, che ha evidenziato i «gravi problemi di alopecia» per long Covid, e l'andrologo Rosario Pivonello, che si è soffermato sulle problematiche sessuali nell'uomo colpito da long Covid.

In sala anche la presidente della Scuola di Medicina dell'Ateneo federiciano, Maria Triassi, che ha posto l'accento come «l'unità dei saperi è fondamentale, fare gruppo deve diventare una norma per affrontare anche altre patologie. Oltre alla pubblicazione è importante allargare anche l'offerta assistenziale». Presenti anche Anna Iervolino, direttore generale dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II, l'assessore comunale con delega alla Salute, Vincenzo Santagada, il direttore generale dell'Azienda Dei Colli, Maurizio Di Mauro, e i gruppi di lavoro che stanno studiando i dati in maniera multidisciplinare.

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