Terra dei fuochi, marcia anti-roghi:
«È una piaga che uccide ancora»

Venerdì 6 Settembre 2019 di Maria Rosaria Ferrara
Il popolo della Terra dei fuochi scende di nuovo in piazza. E lo fa, ormai da anni, sempre per lo stesso motivo: i roghi tossici. Una piaga che non ha mai visto la parola fine nelle province di Napoli e Caserta e che ieri, per l'ennesima volta, ha «costretto» i cittadini di Giugliano, Parete, Lusciano, Aversa e dintorni a manifestare.
 
La mobilitazione a Giugliano è partita dal piazzale della nuova chiesa di via Oasi Sacro Cuore per giungere a piedi in piazza Municipio ad Aversa, punto di convergenza per tutti i manifestanti dei vari comuni. Da Giugliano sono partiti alla volta della città normanna un centinaio di manifestanti. A dare il via al corteo un breve monito di monsignor Angelo Parisi, vicario della forania: «Ognuno di noi deve essere vigile e testimone di quello che accade e ognuno deve sensibilizzare l'altro per combattere la piaga dei roghi».

Il corteo ha attraversato via Appia al grido di «Basta, vogliamo vivere». «Siamo stanchi di dire da anni sempre le stesse cose - tuona Raffaele Pacilio, tra gli organizzatori -. Siamo purtroppo cresciuti con l'emergenza ambientale. Due sono i drammi che ci portano a stare ancora qui a manifestare: i roghi e la scellerata gestione di Taverna de Re che con ogni mezzo cercheremo di combattere». In piazza ad Aversa sono confluite un migliaio di persone. Lì ci sono stati gli interventi dei comitati che hanno chiesto a gran voce soluzioni urgenti. Tra la gente anche i sindaci dei comuni di entrambe le provincie. «Questa è una comunità che non abbassa la testa, che sa chi sono i responsabili di questo scempio - ha urlato dal palco Pasquale Pennacchio del comitato Stop allo scempio ambientale Giugliano -. Questa è solo la prima di tante mobilitazioni. La notte e il giorno respiriamo fumo nero, questo fumo lo deve ingoiare chi è responsabile di tutto ciò». Presente anche la senatrice giuglianese del M5s Maria Domenica Castellone. «Con il ministero dell'ambiente - dice - stiamo verificando la possibilità di trasformare questo territorio da sito di interesse regionale a sito di interesse nazionale. Vogliamo poi prevedere una legge che faccia in modo che nei territori martoriati non vengano più realizzati siti di stoccaggio, impianti di trattamento rifiuti».

Ma proprio della trasformazione di Giugliano da Sir a Sin se n'è parlato in una riunione ieri mattina al ministero dell'Ambiente tra i sindaci di Giugliano, Acerra e del casertano e i funzionari del dicastero. L'incontro era stato convocato proprio per discutere del fenomeno dei roghi. «Interessante la discussione, ma assolutamente interlocutoria - ha commentato il sindaco di Giugliano Antonio Poziello -. È emersa con forza la necessità di intensificare i controlli. Ho chiesto che venga fatto un tavolo congiunto col ministero dell'Interno; che venga dispiegata una forza adeguata e dedicata a contrastare il fenomeno dell'abbandono di rifiuti; che vengano cambiate le regole d'ingaggio del personale dell'Esercito, cui vanno attribuiti poteri di Polizia Giudiziaria. Misureremo ora, nei fatti, la volontà del nuovo governo di combattere e vincere questa guerra». © RIPRODUZIONE RISERVATA