Totò, l'odissea del museo a Napoli: dieci anni di polemiche per un ascensore negato

Martedì 22 Dicembre 2020 di Giuliana Covella
Totò, l'odissea del museo a Napoli: dieci anni di polemiche per un ascensore negato

A bloccare tutto, per circa 10 anni, era stato l'ascensore che avrebbe dovuto condurre i visitatori al terzo e quarto piano di Palazzo dello Spagnuolo. Risolta la questione con l'ok arrivato dal condominio, che aveva finalmente dato parere favorevole all'uso dell'impianto, tutto si è di nuovo arenato. Così ancora oggi, a un ventennio di distanza, il Museo Totò resta chiuso. Una buona notizia l'ha data, attraverso le pagine del Mattino, Elena Anticoli de Curtis, la nipote dell'artista: «La volontà politica c'è e i fondi pure». Tutto si è fermato per via del Covid. Fermo restando che le questioni più importanti ora riguardano l'emergenza sanitaria in corso, sarebbe bello tuttavia se il grande Totò avesse finalmente ciò che qualsiasi altra città del mondo avrebbe già dato al suo illustre concittadino.

Un'odissea lunga vent'anni. Sale allestite e mai aperte, teche con i cimeli dell'artista, un piccolo teatro, infiltrazioni nei muri e, come se non bastasse, un ascensore che per anni ha fatto litigare condomini e istituzioni sull'utilizzo. Nel Palazzo dello Spagnuolo ai Vergini si attende ancora l'apertura del Museo Totò. Dal 2000 le sale al terzo e quarto piano sono chiuse. Un'epopea iniziata quando la Regione affidò i locali in comodato d'uso al Comune con un accordo della validità di 25 anni. Ma a tutt'oggi in quelle stanze non ci sono i cimeli che appartennero al Principe De Curtis. Tuttavia in questi anni qualche passo avanti dall'amministrazione comunale è stato fatto ed è giusto elencarlo: reperiti i fondi per completare i lavori; realizzato e approvato dalla Soprintendenza il progetto esecutivo; acquisite le aree di ingresso del palazzo e prese in comodato dal Comune per collegare gli ambienti antistanti l'ascensore. L'ultimo ostacolo era l'autorizzazione del condominio per realizzare l'ascensore che avrebbe dovuto condurre i visitatori al Museo. Ma anche questo cavillo è stato risolto. 

Adesso si aspetta solo che la gara per i lavori già finanziati con 800mila euro da Città metropolitana, come rimarca Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità: «Premesso che quando festeggiammo i 50 anni dalla morte di Totò, realizzammo varie iniziative tra cui le Notti Bianche, la poesia luminosa, largo Totò, il busto degli Scuotto e il murales con cui abbiamo reso omaggio all'artista, ciò su cui mi sono sempre concentrato è il luogo della memoria, cioè il famoso Museo mai inaugurato ai Vergini. Ora il finanziamento all'interno del Piano strategico di Città Metropolitana mette la parola fine alle economie necessarie per realizzarlo. Negli anni purtroppo non c'è stato un grande input, perché non si è riuscito a fare ciò che i figli hanno fatto per Eduardo De Filippo, ossia una Fondazione che abbia una partecipazione privata e pubblica». Fondazione che per Poggiani dovrebbe essere «costituita dalla parte migliore di questa città, che ha raccolto l'eredità morale e culturale di Totò». Mentre l'assessore comunale alla cultura Eleonora De Majo fa sapere che «proseguono le interlocuzioni tra Comune, Mibact e famiglia de Curtis per la realizzazione del Museo. Confermiamo la volontà di avere quanto prima questo luogo tanto atteso dai napoletani e tanto desiderato dagli amanti di Totò sparsi in tutto il mondo. Essendo in carica da poco più di un anno - conclude - vorrei raggiungere questo obiettivo dando seguito al lavoro di chi mi ha preceduto. Stiamo lavorando al modello di gestione da condividere con il ministero e con la famiglia, che proporrò appena si scioglieranno le problematiche tecniche relative all'edificio che ospiterà il museo».

Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento