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Villa Comunale, il decoro che non c'è: «Una vergogna per i napoletani e per i turisti»

Martedì 21 Giugno 2022 di Antonio Folle
Villa Comunale, il decoro che non c'è: «Una vergogna per i napoletani e per i turisti»

Sono ormai diversi anni, sicuramente troppi, che la Villa Comunale di Napoli rappresenta una vera e propria spina nel fianco per palazzo San Giacomo. Nei dieci anni di gestione de Magistris è cominciato - insieme ai lavori per gli scavi della metropolitana sostengono i residenti della zona - il degrado del polmone verde del quartiere Chiaia, quella ex Villa Reale voluta dai Borbone alla fine del '700 e immortalata in tutto il suo splendore su quadri e fotografie d'epoca. La realtà di oggi è fatta di tombini sprofondati da tempo immemore e circondati da rete arancione, aiuole completamente rinsecchite, rifiuti ammonticchiati e, specie di sera, da gruppi di giovani e giovanissimi baby criminali che tengono sotto scacco i pochi che vi si avventurano per portare il proprio cane a fare una passeggiata o, magari, per cercare un minimo di riparo dalla calura estiva.

 

Problemi vecchi che si sono incancreniti e che sono diventati di assai difficile risoluzione. Il personale è ridotto all'osso - solo alcuni custodi che si limitano ad aprire e a chiudere i cancelli -, le casse del Comune e della Municipalità sono vuote o quasi, e l'inciviltà dilagante di certo non aiuta. Uno spettacolo, quello della attuale Villa Comunale, molto poco edificante per gli stessi napoletani e per i turisti che, spesso, entrano nel giardino monumentale carichi di entusiasmo per uscirvi pochi minuti dopo carichi di delusione.

Lo stesso sindaco Manfredi nelle scorse ore ha ammesso il cattivo stato del giardino storico, sottolineando l'importanza di effettuare lavori di rifacimento vero e proprio più che di riqualificazione. L'assessore al Verde Vincenzo Santagada, invece, ha ribadito l'importanza di cercare una partnership con soggetti privati. E, da questo punto di vista, non si può non ricordare che proprio l'affidamento della Villa Comunale ad un soggetto privato è stata una delle ultime "grandi polemiche" - con tanto di ricorso all'Anticorruzione - che ha coinvolto l'amministrazione arancione dell'ex sindaco de Magistris, una amministrazione che nel complesso non ha di certo brillato per la gestione del verde cittadino.

«Sembra assurdo - denuncia Francesco de Giovanni, consigliere della I Municipalità ed ex presidente del parlamentino di San Ferdinando-Chiaia e Posillipo - ma rispetto alla passata amministrazione non c'è nulla di diverso per quanto riguarda il degrado, forse stiamo assistendo addirittura ad un peggioramento della situazione. Le aiuole sono completamente abbandonate, con arbusti altissimi e completamente rinsecchiti e i dissesti dei vialetti restano tali per mesi, visto che nessuno se ne occupa. Il napoletano si abitua a tutto - la riflessione di de Giovanni - ma i turisti restano sbalorditi in negativo di fronte ad un tale spettacolo. Ad oggi l'aria nuova che doveva arrivare con l'amministrazione Manfredi non la vediamo, anzi, assistiamo sempre agli stessi problemi. In passato io cercavo di sollecitare l'amministrazione comunale, rivolgendomi direttamente agli uffici tecnici preposti e tempestandoli di telefonate per chiedere interventi. Attualmente, invece, noto una certa inerzia da parte della Municipalità che, probabilmente per inesperienza, non si rende conto che i problemi della Villa Comunale ricadono nell'ambito dei nostri territori».

Un degrado spaventoso che ha spinto più volte i rappresentanti del mondo dell'associazionismo partenopeo a chiedere un confronto con l'amministrazione comunale. Un tavolo tecnico che riguardi non solo il degrado della Villa Comunale, ma i diversi progetti - tra cui proprio il restyling annunciato dal sindaco Manfredi - che saranno finanziati nei prossimi mesi grazie ai fondi del Pnrr. Ad oggi, però, da palazzo San Giacomo non sono arrivate risposte a quei cittadini che chiedevano un confronto.

«Mentre, sulla scia di de Magistris, si continua ad usare via Caracciolo come location per eventi e sagre di paese - afferma Antonella Pane dell'Associazione Progetto Napoli - la Villa Comunale continua a versare in condizioni disastrose, tra erba secca, monumenti distrutti e alberi che stanno morendo. Basti pensare che dopo il pessimo restauro della Cassa Armonica - restauro risalente al 2017 - promosso dall'ex sovrintendente Garella ad oggi non c'è ancora il collaudo della struttura. Ogni tanto ascoltiamo proclami dall'amministrazione che dice di voler collaborare con i privati, ma ad oggi i proclami e le promesse sono rimasti tali. Noi - continua Antonella Pane - insieme a Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli ed ai rappresentanti di altri dieci rappresentanti di associazioni e comitati civici, abbiamo chiesto un tavolo di confronto con il Comune per discutere dei progetti futuri che riguarderanno la città. Abbiamo inviato pec, sollecitato attraverso l'ufficio protocollo del Comune, ma ad oggi nessuno ci ha mai risposto. Siamo arrivati al punto - conclude - che addirittura dobbiamo rimpiangere de Magistris». 

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