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Napoli Est, progetto della Federico II per Villa Tropeano: hub didattico-culturale e parco per i cittadini

Venerdì 12 Novembre 2021 di Alessandro Bottone
Napoli Est, progetto della Federico II per Villa Tropeano: hub didattico-culturale e parco per i cittadini

Uno spiraglio di luce per Villa Tropeano a Ponticelli, quartiere nella zona orientale di Napoli. L'antico complesso di via De Meis, abbandonato da oltre trent'anni, è ora al centro di un'idea progettuale candidata al bando dell'Agenzia per la coesione territoriale volto al finanziamento di interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno. Una scelta fatta da Gaetano Manfredi in qualità di sindaco della Città Metropolitana di Napoli che è proprietaria del bene storico sin dal 2004, finora mai valorizzato e in condizioni di pesante fatiscenza.

La proposta progettuale, presentata dall’Università di Napoli Federico II, rientra nel programma che intende realizzare in Campania un ecosistema di innovazione a supporto del sistema culturale e creativo. Si punta a costruire a Ponticelli un centro culturale e didattico con la possibilità di rendere accessibile il parco annesso ai cittadini. Dunque, un hub dell’evoluzione tecnologica, economica e sociale. L’intervento, se approvato e ammesso al finanziamento, sarà interamente coperto con l'apposito fondo dall'Agenzia per la coesione territoriale e, dunque, non comporterà spese per l’ex Provincia.

«La proposta progettuale è tra l’altro in linea con le direzioni della strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente RIS3 della Regione Campania e potrà pertanto potenzialmente giovarsi anche di finanziamenti regionali in questa direzione», si legge nella nota con cui il Rettore dell'Università Federico II, Matteo Lorito, ha chiesto al sindaco metropolitano Gaetano Manfredi di candidare il complesso di Villa Tropeano di Ponticelli al bando: il bene di Napoli Est, infatti, potrebbe ospitare alcune strutture dell’ecosistema dell’innovazione che si intende realizzare in Campania.

Con le risorse l'intera Villa Tropeano potrebbe essere riqualificata: sia gli immobili che il parco, difatti, necessitano di importanti interventi di messa in sicurezza, recupero e riqualificazione. Il bene pubblico - di notevole interesse storico e culturale e, pertanto, vincolato - dal 2014 al 2018 è stato posto sotto sequestro. Oggi è nella piena disponibilità della Città Metropolitana di Napoli ma risulta ancora inserito nel piano dei beni da alienare: dunque, dovrà essere “trasferito”, con apposita decisione del consiglio metropolitano, nei beni da valorizzare.

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Villa Tropeano è stato utilizzato, fino a una quarantina di anni fa, come istituto di medicina pedagogica. L'istituto, fondato da Giuseppe Tropeano, considerato il precursore della «medicina sociale», accoglieva minorenni con problemi psichici. L'edificio - di cui si conserva una bellissima facciata - è stato poi abbandonato, depredato e vandalizzato e anche occupato per alcuni anni.

«La sua apertura avvenne nell’agosto 1928 e fu la prima struttura sanitaria di tal genere in tutto il Mezzogiorno d’Italia» scrive lo storico Luigi Verolino nel libro "Giuseppe Tropeano". Qui si accoglievano e curavano minorenni che avevano un’anormalità del sistema nervoso o uno sviluppo irregolare o ritardato delle funzioni intellettive. Oltre ai locali destinati all'attività medico-riabilitativa c'erano campi da gioco, palestre all'aperto, viali e cortili per il passeggio, una piccola cappella. La famiglia Tropeano lasciò l'istituto negli anni Ottanta del secolo scorso. La gestione è poi passata a un ente privato finanziato anche con soldi pubblici. Nel corso degli anni Novanta l'attività dell'istituto fu oggetto di diverse interrogazioni parlamentari. Poi l'abbandono.

Oggi il gioiello architettonico del Settecento cade a pezzi così come raccontato da Il Mattino sin dal 2019. La denuncia sullo stato di totale abbandono e degrado non è caduta nel vuoto ma è stata raccolta da cittadini e associazioni della zona orientale che si sono riuniti nel comitato Villa Tropeano chiedendo agli enti locali di lavorare per restituire il bene alla cittadinanza partendo proprio dal parco annesso, il «Parco Concezione».

Pagato tre milioni e 245mila euro, l'ex Provincia di Napoli (poi Città Metropolitana di Napoli) intendeva recuperarlo per utilizzarlo come edificio scolastico. In seguito si è parlato di «casa del cinema» e ancora di sede per forze dell'ordine. Lo stato di fatiscenza lo ha reso inappetibile anche per il mercato privato: in più occasioni, infatti, la villa è stata posta nel piano delle alienazioni.

Se sarà ammesso il finanziamento pubblico si potrà immaginare un nuovo destino per i 7mila metri quadrati di fabbricati e per oltre 37mila di terreni. Villa Tropeano è testimonianza della storia del quartiere Ponticelli e simbolo delle sue diverse fragilità.

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