Napoli, 100 candeline per la Ruesch
Nasce una fondazione benefica

Mercoledì 27 Marzo 2019 di Ettore Mautone
Entra nel novero delle imprese centenarie di Napoli la Clinica Ruesch, inaugurata nel 1919 a Napoli nella attuale sede di Viale Maria Cristina di Savoia, per volontà dell’industriale di origine svizzera Arnoldo Ruesch. Cento candeline spente e una storia antica. Il cambiamento e la svolta, verso l’innovazione e la modernità, ne hanno segnato lo sviluppo negli ultimi anni a partire dal 2012. Il percorso della struttura, lungo un secolo, segnato da tappe poste a cavallo di varie epoche, lo hanno raccontato ieri, all’Unione industriali di Napoli, Antonio e Francesco Merlino, rispettivamente presidente e direttore generale della struttura sanitaria. 

Centomila nascite in un secolo e cento anche gli interventi chirurgici gratuiti per fasce sociali deboli programmati nell’immediato futuro con la imminente nascita di una Fondazione Clinica Ruesch che sarà costituita nel corso del 2019 all’interno  di campagne di prevenzione nei quartieri difficili della città. Il reclutamento vedrà impegnati, oltre alla Clinica, Enti benefici e caritevoli, Onlus ed Istituzioni Sanitarie pubbliche a ispirazione della dottrina sociale dei padri fondatori. In cantiere anche iniziative di prevenzione e progetti volti al miglioramento delle condizioni di salute e benessere sociale a Napoli ed in Campania. Tali iniziative della Fondazione Clinica Ruesch avranno carattere permanente nel tempo.  “Arnoldo Ruesch - rievoca Antonio Merlino - da proprietario di filande nel Sarnese volle ricordare, fondando questa clinica, la memoria del fratello Carlo Giorgio (a cui è dedicata la denominazione della società), tragicamente scomparso in un incidente ferroviario nel 1913. Sin da allora - ricorda Merlino - l’impronta della struttura sanitaria era volta a principi di solidarietà riservando una quota significativa dei posti letto ad attività gratuite a favore di chi non aveva mezzi”. Da Elena d’Orleans, nel 1920, a Vittorio Emanuele III ed Emanuele Filiberto di Savoia nel 1922, a Maria José principessa di Piemonte (e futura regina) nel 1938 sono tanti i visitatori d’eccezione che, nel corso degli anni, fecero visita alla clinica il cui passaggio resta impresso sul libro delle firme. In 100 anni il testimone è passato da tante mani. Dal 2016 la società è partecipata (e soggetta a direzione e controllo) da GVM Care&Research, gruppo italiano operante nell’ospedalità privata a livello internazionale (presente in Campania anche con la Clinica Montevergine) con un azionariato di riferimento in Gvm e nelle famiglie Merlino e Del Genio. "La Clinica - conclude  Antonio Merlino – crede in una filosofia che pone il paziente al centro, investe su tecnologie mediche e digitali-informatiche, sulla qualità dell’assistenza, sulla clinical governance e sulla gestione e riduzione del rischio clinico, su professionalità mediche ed assistenziali elevate, nonché sul fare in modo che sia possibile ottenere l’esecuzione di processi strutturati in tempi rapidi a tutela dell’utenza e della qualità complessiva del servizio offerto". © RIPRODUZIONE RISERVATA