Coronavirus ad Acerra, il pronto soccorso di Villa dei Fiori chiuso sette ore per malato Covid

Venerdì 18 Settembre 2020 di Enrico Ferrigno

Giunge in emergenza con l'ambulanza del 118 un paziente con sintomi Covid (poi confermato positivo al tampone), stop al pronto soccorso per oltre 7 ore. È accaduto l'altra notte, per la quarta volta in una settimana circa, alla clinica dei Fiori di Acerra. Ed è subito allarme per l'ormai continua sospensione del servizio di pronto soccorso in un'area quasi priva di centri di medicina d'urgenza e che nel periodo estivo raggiunge i 300 accessi quotidiani. Ed è così che i medici sono stati costretti ancora una volta a non accettare altri ricoveri d'emergenza e ad allestire un ospedale da campo nel cortile della struttura sanitaria per i casi più gravi.

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Intanto, ad Acerra cresce ancora il numero dei positivi: dai 19 di lunedi scorso si è passati agli attuali 26. Ad annunciarlo una pagina sul portale del Comune, dopo le polemiche dei giorni scorsi sui mancati aggiornamenti del sindaco Lettieri durante le scorse tre settimane. Tra i positivi, in massima parte asintomatici, ci sarebbero due persone ricoverate negli ospedali con reparti Covid. Il pronto soccorso della clinica è stato riaperto, dopo l'ennesima sanificazione, realizzata per accelerare i tempi da una ditta privata, solo ieri mattina di buon'ora. Il paziente con dispnea e tosse è giunto in ambulanza a mezzanotte circa. Immediatamente è stato disposto il tampone - positivo - e chiuso il reparto. In una settimana a causa probabilmente del tutto pieno negli ospedali regionali attrezzati per il Covid, sono stati prima portati in pronto soccorso e ricoverati altri tre ammalati in isolamento che solo stamattina sono stati trasferiti all'ospedale civile di Maddaloni nei suoi reparti specializzati. «Positivi al Covid o sospetti ammalati non dovrebbero proprio arrivare qui in pronto soccorso. Noi siamo disponibili, ma poi si creano disagi enormi per la normale attività di emergenza costringendoci a chiudere il reparto in attesa di sanificazione e a fare a meno del personale medico ed infermieristico che necessariamente viene sottoposto a tampone», denuncia il vice direttore sanitario della clinica, Francesco Del Genio. E richiama quanto prevede l'ordinanza del presidente regionale De Luca. «Ci hanno fatto smantellare l'area Covid che avevamo allestito durante i mesi dell'emergenza coronavirus e quindi siamo costretti ad accogliere i positivi in ambienti isolati attrezzati al momento oltre che a sospendere i ricoveri di emergenza per alcune ore tra le proteste degli ammalati che si rivolgono a noi per ricevere cure ed assistenza», racconta il dottor Del Genio. In pratica in provincia, i contagiati dovrebbero essere ricoverati all'ospedale Mare, al Loreto Mare di Napoli e al nosocomio di Boscoreale. «Ma a quanto pare i reparti sarebbero saturi e noi praticamente siamo in ginocchio. Non è per fare polemiche, ma vista la situazione dei contagi crescenti, basterebbe organizzarsi e darci la possibilità di riallestire le aree Covid » dice a chiare lettere il vice responsabile sanitario della clinica, Francesco Del Genio.

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