Affittopoli a Napoli, ecco la delibera dimenticata per oltre 4 anni

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di Paolo Barbuto

Provate, solo per un momento, a non pensare al Comune, protagonista principale della storia degli affitti napoletani. Immaginate, se ne avete voglia, di avere un amico che possiede un palazzo a Posillipo e lo cede in fitto per 47mila euro all’anno. Immaginate che quella stessa persona ha bisogno di trovare una sistemazione per la sua attività e allora cosa fa? Va a chiedere in fitto un palazzo in periferia e lo paga 220mila euro all’anno, cioè quasi cinque volte in più rispetto all’incasso del bel palazzo di Posillipo. Adesso, voi cosa pensereste di questo amico che conclude affari del genere? Beh, quel che pensate riferitelo anche al Comune di Napoli che fa esattamente così. Ha un gioiellino a Posillipo e lo cede a quattro lire, poi prende in locazione un palazzone a Gianturco per sistemarci la quarta municipalità e lo paga una fortuna.

La vicenda dei fitti del Comune di Napoli non si esaurisce nel racconto della case con vista mare cedute a 24 euro al mese, va necessariamente arricchita con l’altra voce del bilancio, quella che si trova sulla colonna opposta, quella che riguarda il costo dei fitti pagati da Palazzo San Giacomo. Nel 2011, fresco d’elezione, il sindaco riunì la Giunta e tutti si interrogarono su questo specifico tema. «Abbiamo trovato un bilancio nel quale 7 milioni e settecentomila euro sono imputati ai fitti passivi. Facciamo qualcosa».

In Giunta la situazione venne affrontata con piglio e tenacia «l’attuale situazione impone scelte immediate», scrissero i freschi assessori. «È necessario creare una capillare banca dati... bisogna arrivare a una progressiva dismissione dei fitti passivi», scrissero nella delibera 1298 del 19 dicembre 2011 e conclusero «Con immediatezza va creato un piano che consenta di utilizzare meglio gli immobili comunali chiedendo fitti adeguati per le case in zone di pregio e utilizzando locali di proprietà del Comune per insediare gli uffici e ridurre drasticamente i costi...».

Una delibera di fuoco, scritta poco più di quattro anni fa. Una delibera che imponeva immediatezza d’azione: primo obiettivo adeguare al mercato i canoni di fitto delle case di pregio. E infatti oggi, dopo quarantanove mesi, una casa nel centro storico viene pagata 14 euro al mese e una a Posillipo 11 euro.


 
Venerdì 12 Febbraio 2016, 08:26 - Ultimo aggiornamento: 12-02-2016 15:43
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5 di 10 commenti presenti
2016-02-12 16:53:36
Si, ha ragione, infatti quasi 5 anni sono passati e lui manco se ne accorto, impegnato com'è stato in coppette, piste ciclabili ed amenità varie o forse il suo orologio ...........s'è fermato al 2011 !
2016-02-12 15:48:28
A dispetto del taglio dell'articolo questa amministrazione sta piano piano facendo pulizia con molte inchieste interne. Il palazzo, come tantissimi in Italia, trasuda di corruzione e non è facile. Spesso la politica sostenuta da alcuna magistratura mette bastoni tra le ruote mettendo in risalto le pagliuzze piuttosto che le travi.
2016-02-12 11:57:48
Amministratori e politici sono sempre andati d'accordo...ma di nascosto... Davanti hanno una faccia e dietro un'altra...l'importante è la spartizione... Perché questo sconcio non è uscito fuori quando a dirigere il Patrimonio del comune c'era una certa Guidi... Perché nella zona occidentale pur esistendo un megapalazzo in via Diocleziano, si paga il fitto sempre nella stessa via, palazzo adiacente per qualche sede di uffici sociali... Noi nelle case siamo abituati a creare gli spazi, a stringere...il comune no, tutto a spese dei cittadini...quelle spese che si recuperano aumentando la tassa per i rifiuti. E che dire di tanti ex custodi attualmente in pensione che da decenni occupano le case loro assegnate quando erano in servizio e a titolo gratuito? É un coperchio che per il momento éstato soi scostato dal pentolone... Chissà se mai potrà essere risolto questo annoso problema... Ma la corte dei conti? Premierà questi amministratori?
2016-02-12 10:50:17
E i locali della galleria di via Roma , proprietà del Comune, ????????????
2016-02-12 10:09:00
Non sono mai stato tenero con "Il Mattino" , anzi. Questa volta però riconosco che si fa vero giornalismo, quello cioè che fa le pulci e denuncia il malaffare e la sciatteria.

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