Afragola blindata ma nessuno al ricordo del maresciallo ucciso dalla camorra

di Marco Di Caterino

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Dopo le bombe del racket delle estorsioni, sette in dieci giorni, Afragola è una città blindata da polizia e carabinieri. Ieri, nel giorno della commemorazione del maresciallo Gerardo D'Arminio, ucciso 42 anni fa sotto gli occhi del figlio di appena sei anni da Vincenzo Moccia nella piazza principale, sono scattate le prime operazioni di controllo del territorio. I carabinieri della locale caserma, grazie anche ai cinque colleghi di rinforzo, hanno sequestrato nel Rione Salicelle due pistole, un coltello e droga, mentre la polizia ha effettuato posti di blocco su tutto il territorio cittadino. E da quattro giorni il tritolo tace. Afragola è una città con un lato oscuro ancora tutto da esplorare. Nessuno denuncia le estorsioni, nemmeno sotto l'attacco della camorra, però tutti protestano per l'arrivo di rinforzi al lumicino, e quando si tratta di onorare la memoria di un servitore delle Stato che ha dato la vita per difendere la legalità, come la medaglia d'argento al valore militare Gerardo D'Arminio, nessuno partecipa, né in chiesa e nemmeno in piazza. Fatto salvo poi il «rimpianto» per il clan Moccia, perché quando c'erano loro droga per strada non ce n'era, nemmeno furti e rapine, figurarsi poi le bombe.
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Domenica 6 Gennaio 2019, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 06-01-2019 10:22
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