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Omicidio ad Afragola, detenuto ucciso in casa davanti alla compagna: ipotesi delitto passionale

Giovedì 2 Giugno 2022 di Marco Di Caterino
Omicidio ad Afragola, detenuto ucciso in casa davanti alla compagna: ipotesi delitto passionale

Ucciso a colpi di pistola sull’uscio di casa ad Afragola. La vittima, Raffaele Balsamo, 38 anni, era agli arresti domiciliari per rapina nella sua abitazione di via Caracciolo, 50, quando alle 23,20 dell’altra sera è stato colpito da due proiettili. Il primo lo ha ferito all’avambraccio destro, alzato di scatto in un riflesso condizionato per difendersi; il secondo lo ha centrato poco sotto l’ascella destra, causandogli la rottura della arteria polmonare che nel giro di pochi minuti ne ha causato la morte per dissanguamento. L’uomo non risulta affiliato a clan di camorra e le prime ipotesi conducono a un delitto passionale. 

Unica testimone dell’omicidio è la compagna di Raffaele Balsamo, che ha cercato di prestargli i primi soccorsi. Poi, resasi conto della gravità delle condizioni, la donna ha chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata in via Caracciolo poco prima delle 23,30, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Sono stati gli stessi operatori del 118 ad avvertire i carabinieri. Sul luogo del delitto sono arrivati i militari del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, quelli della compagnia di Casoria diretta dal maggiore Diego Miggiano e della locale caserma diretta dal luogotenente Raimondo Semprevivo. Terminati i primi rilievi, il pubblico ministero Francesco Cirillo della Procura di Napoli Nord, ha disposto sia il sequestro della salma (trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale San Giuliano di Giugliano per l’autopsia) che dell’abitazione, un appartamento su due livelli. 

Per tutta la notte e anche fino alla tarda mattinata di ieri gli inquirenti hanno ascoltato i vicini di casa di Balsamo, che hanno tutti dichiarato di non essersi accorti di nulla. Tuttavia, appare inverosimile che in un piccolo cortile stretto da alte pareti nessuno abbia sentito il rumore degli spari. Tutti hanno riferito che Raffaele Balsamo conduceva una vita tranquilla, che raramente usciva dalla sua abitazione e non riceveva alcuna visita. Invece, quella che sembra essere una circostanza accertata è che l’altra sera la vittima si sia incontrata con il suo carnefice. Una persona che sicuramente conosceva bene, tanto da aprire la pesante porta di ferro all’assassino che gli puntava contro la pistola. Un’arma a tamburo di grosso calibro con la quale il killer ha esploso in sequenza i due colpi, il secondo dei quali si è rivelato fatale.

 

Balsamo ha avuto solo la forza di chiudere la porta mentre il killer faceva esplodere un terzo colpo che si è infatti conficcato nel battente. Il killer si sarebbe poi allontanato o bordo di un’auto o con un mezzo a due ruote, sparendo nel dedalo di vicoli e stradine del centro storico di Afragola, dove purtroppo non c’è nemmeno una telecamera di video sorveglianza. Elemento questo che costringerà gli investigatori a cercare in un cerchio più ampio e in più direzioni altre telecamere, con la speranza che l’auto o la moto possano essere state inquadrate dall’occhio elettronico.

Video

Nel corso della giornata di ieri, gli inquirenti hanno ascoltato persone vicine alla vittima e tra queste la convivente, una ragazza di Afragola. Il quadro delineato, condurrebbe gli investigatori a privilegiare la pista del delitto passionale. Non è escluso che Balsamo e il suo presunto rivale si contendessero la stessa donna. Se fosse così, si allungherebbe la tragica lista delle morti violente che sta contrassegnando in modo tragico questo periodo nel corso del quale screzi e contrasti vengono risolti con spruzzate d’acido, omicidi e coltellate. Più che un allarme una vera e propria emergenza sociale, perché l’educazione ai conflitti e alla loro risoluzione civile che spetta principalmente alle famiglie è stata purtroppo cancellata.

Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 20:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA