Napoli, operatore socio-sanitario
picchiato nel pronto soccorso

Giovedì 8 Febbraio 2018 di Melina Chiapparino
Un operatore socio-sanitario è stato aggredito questa notte mentre effettuava il proprio turno di lavoro, nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco. Il 50enne napoletano, in servizio da tre anni nel presidio della Doganella, è stato strattonato e percosso dall’accompagnatore di un paziente che lo ha sbattuto contro un muro, cominciando a colpirlo in varie parti del corpo. L’episodio è accaduto intorno all’una e mezza, davanti agli altri pazienti in attesa delle visite e, secondo quanto riferito dalla vittima, alla base dell’accesso di ira c’era l’attesa per la consegna di un esame diagnostico.

Il parente dell’assistito che aveva effettuato un esame radiografico al torace, infatti, si è spazientito dell’attesa e del fatto che l’operatore socio sanitario a causa del sovraffollamento nel pronto soccorso, era impegnato anche con altri pazienti. A quel punto, il sanitario è stato assalito e picchiato e subito dopo i colpi, il paziente ed il suo accompagnatore si sono allontanati dal presidio ospedaliero. Il raid di botte è costato all’operatore socio sanitario, 10 giorni di prognosi ma quello di stanotte è l’ennesimo episodio di violenze che si ripetono frequentemente come denunciano i sindacalisti del San Giovanni Bosco.

«L'ospedale in via Filippo Maria Briganti è l'unico a Napoli dove manca il Triage, sistema di filtraggio informatizzato che assegna le priorità e l'ordine per assistire i pazienti- spiega Salvatore Barone coordinatore Ugl per l' Asl Napoli 1 - questo determina una sproporzione tra i pazienti che entrano e il caos che si crea per chi non rispetta il proprio turno, oltre al fatto che entrano troppi familiari e in momenti di tensione capitano aggressioni verbali e fisiche che continueranno finchè non verrà regolamentato il pronto soccorso e installato il Triage». © RIPRODUZIONE RISERVATA