Agguato a Napoli, è faida tra clan per il controllo del rione Traiano

Un filo rosso lega il ferimento di Fabio Volpe al tragico agguato ai danni di Antonio Artiano

È di nuovo allarme camorra al rione Traiano
È di nuovo allarme camorra al rione Traiano
di Luigi Sabino
Venerdì 11 Novembre 2022, 18:03 - Ultimo agg. 12 Novembre, 19:03
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Un filo rosso lega il ferimento di Fabio Volpe al tragico agguato ai danni di Antonio Artiano avvenuto, nel tardo pomeriggio di ieri, nel rione Traiano. È questa la convinzione degli investigatori impegnati a ricostruire le fasi dell’ennesimo scontro tra organizzazioni camorristiche esploso nella periferia occidentale di Napoli. Una lotta senza quartiere che avrebbe il suo epicentro nel quartiere di Soccavo dove, negli ultimi mesi, si sarebbe riaccesa la faida tra i Vigilia e i Grimaldi. Proprio a questi ultimi, secondo le forze dell’ordine, sarebbe stato legato Artiano. Suo padre, infatti, è considerato esponente di spicco dell’organizzazione criminale fondata dal boss Ciro Settirò e, soprattutto, sarebbe legatissimo al ras Antonio Scognamillo, l’uomo che, dopo la ribellione dei Vigilia del 2009, tentò di riorganizzare quello che rimaneva del sodalizio.

A soli 23 anni, Antonio Artiano, riferiscono gli investigatori, avrebbe cominciato a gravitare, anche lui, nell’orbita della cosca che, negli ultimi mesi, forte anche di alcune scarcerazioni eccellenti e dell’alleanze strette con altri gruppi malavitosi starebbe tentando di riprendere il controllo di Soccavo. Colpirlo, quindi, sarebbe non un semplice messaggio ma una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti dei Grimaldi stessi. 

Nessun dubbio, infatti, sulla matrice camorristica dell’agguato. I killer hanno sparato per uccidere. Artiano, raggiunto alla testa da un proiettile, si trova attualmente ricoverato all’ospedale del Mare, nel reparto di terapia intensiva dove lotta tra la vita e la morte. Un episodio di violenza che sarebbe direttamente collegato a quanto avvenuto alcuni giorni fa quando in via Vicinale Croce di Piperno, un altro giovanissimo, Fabio Volpe fu ferito in un agguato dalla dinamica analoga. Anche in quel caso, infatti, i sicari spararono mirando alla testa servendosi, tuttavia, di un’arma di piccolo calibro. Il proiettile, che ha colpito Volpe a pochi centimetri dall’occhio, non ha causato particolari danni tant’è che il diciannovenne, dopo le cure del caso, è stato dimesso dall’ospedale e ha già potuto fare ritorno a casa. Sospettato di essere vicino agli ambienti criminali dei Vigilia, Volpe, questa l’ipotesi investigativa, potrebbe essere finito nel mirino dei Grimaldi. Agguato seguito, poi, dalla vendetta nei confronti di Artiano. Questa, tuttavia, non è l’unica pista seguita dalle forze dell’ordine per ricostruire quanto sta accadendo nella periferia ovest. 

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Il mosaico, infatti, appare molto più complesso con le organizzazioni criminali in fibrillazione e protagoniste di continui mutamenti di alleanze. Una situazione resa ancor più complicata dal ritorno sulla scena di personaggio di spicco che, dopo aver scontato i loro debiti con la giustizia, starebbero, ora, tentando di ritagliarsi un nuovo spazio nel panorama malavitoso dell’area. Tra questi ci sarebbe soprattutto un ras cresciuto criminalmente nelle fila dei Grimaldi ma la cui posizione, al momento, non è chiara. Voci raccolte dagli investigatori, infatti, parlano di un suo avvicinamento ai Sorianiello di via Catone, allo stato uno dei sodalizi più agguerriti dell’intera zona. Il suo nome è finito sul tavolo delle forze dell’ordine dopo la notizia che, alcuni giorni prima del ferimento di Volpe, alcuni ignoti avevano esploso colpi di pistola contro la sua abitazione. Un episodio che, questo il sospetto, potrebbe aver innescato l’ennesima esplosione di violenza.

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