Agguato a Torre Annunziata, ferito l'esattore dei Gionta: si accende la faida dei vicoli

Domenica 12 Settembre 2021 di Dario Sautto
Agguato a Torre Annunziata, ferito l'esattore dei Gionta: si accende la faida dei vicoli

Agguato di camorra in pieno giorno e sul corso principale: la faida dei vicoletti miete la prima vittima eccellente a Torre Annunziata. Michele Guarro, 57 anni, pregiudicato per estorsione e affiliato alla «vecchia guardia» del clan Gionta, noto negli ambienti criminali con il soprannome «batti le manine», versa in gravi condizioni al San Leonardo di Castellammare. Fedelissimo della famiglia Gionta, ritenuto uno degli esattori del pizzo, sarebbe vicinissimo al gruppo di comando del clan, che vede ai vertici Giuseppe Carpentieri, marito di Teresa Gionta e lo scorso anno a sua volta ferito in un agguato mentre era al balcone. Poco prima delle 18 di ieri, mentre percorreva il corso Vittorio Emanuele III in sella ad uno scooter, all'altezza dell'incrocio con via Cavour, Michele Guarro è stato avvicinato da qualcuno che, probabilmente durante il suo tentativo di fuga, gli ha sparato diversi colpi di pistola addosso mentre il 57enne era ormai di spalle. Solo due sono andati a segno: uno l'ha raggiunto al gluteo, l'altro alla parte bassa della schiena.

Guarro è rimasto a terra, ferito, ed è stato immediatamente soccorso. Sul posto sono arrivati per primi i poliziotti del commissariato di Torre Annunziata che, agli ordini del dirigente Stefano Spagnuolo e del vicequestore Luigi Autiero, hanno atteso i soccorsi e avviato le indagini. Guarro è stato trasportato al San Leonardo: per i medici le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita, anche se sarà sottoposto a controlli specifici per escludere problematiche agli organi interni. Già mentre era a terra e poi in ospedale, il ferito è stato ascoltato brevemente dagli investigatori, ma non ha fornito particolari dettagli sull'agguato. Probabilmente chi ha sparato aveva intenzione di ammazzare Guarro. Rivali che potrebbero essere i rampolli che stanno compiendo le scorribande sotto il nome di «gruppo dei pedofili» oppure il «quarto sistema» del Parco Penniniello, in aperta faida contro i Gionta da un anno e mezzo, nonostante gli arresti che a settembre dello scorso anno hanno già sgominato il nuovo clan di camorra che era nato durante il lockdown tra le palazzine popolari oplontine.

 

Michele Guarro è ritenuto dagli investigatori uno degli esattori del clan Gionta. Il suo ultimo arresto risale al 2014, nel blitz che pose fine all'ultima latitanza di Aldo Gionta e del figlio Valentino junior, da allora detenuti al 41-bis. Guarro è stato condannato in via definitiva ed era tornato libero da poco, dopo aver scontato per intera la sua pena. «Mi mandano i compagni per il regalo dei carcerati» era il messaggio che Michele «batti le manine» riferiva alle vittime del pizzo, quando si presentava anche ai negozi chic di corso Umberto I a Torre Annunziata. Un messaggio semplice che, se necessario, si trasformava in una convocazione a Palazzo Fienga, per intimorire ulteriormente le vittime. Guarro potrebbe essere finito nella lista delle vittime «illustri» della nuova faida di camorra di Torre Annunziata, i cui segnali erano stati fin troppo chiari nelle scorse settimane. Tra luglio e inizio agosto, sono stati diversi gli episodi, gli agguati falliti e le stese, addirittura con i kalashnikov, compiuti tra piazza Cesaro, i violetti del rione Provolera e proprio quella porzione finale del corso Vittorio Emanuele III. Sparatorie che, solo per puro caso, non avevano causato vittime, ma che avevano bersagli ben precisi, tutti legati al clan Gionta. In serata sono partite le prime perquisizioni e i controlli nei quartieri dai quali potrebbero essere partiti i sicari. 

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