Agguato a Napoli, gambizzato 38enne vicino al clan Di Lauro

Giovedì 10 Giugno 2021 di Luigi Sabino
Agguato a Napoli, gambizzato 38enne vicino al clan Di Lauro

Si chiama Salvatore Di Caprio, classe ’83, la persona che, meno di due ore fa, è stata lasciata dinanzi al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco con ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori. L’uomo, ai suoi soccorritori, ha riferito di essere stato avvicinato da alcuni ignoti mentre si trovava a Miano e di essere stato ferito senza apparente motivo. Quindi sarebbe stato trasportato in sella a uno scooter fino all’ospedale e ‘scaricato’ appena in vista dell’ingresso dal suo accompagnatore, anche lui sconosciuto e che si è immediatamente dileguato.

Trasferito all’ospedale del Mare, le sue condizioni, secondo l’ultimo bollettino, sarebbero tali da non far temere per la sua vita. Nel frattempo, sono iniziate le indagini per ricostruire l’accaduto da parte degli uomini della Squadra Mobile di Napoli. Particolare attenzione è stata posta dagli investigatori al racconto fornito dalla vittima e giudicato piuttosto lacunoso.

Di Caprio, infatti, non ha fornito né il nome della via dove sarebbe stato colpito né altri elementi utili per arrivare all’identificazione di chi gli ha sparato. Non solo. La vittima è ritenuta vicina agli ambienti della criminalità organizzata di Secondigliano. Nel 2013, infatti, fu arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Beluga’, il maxiblitz che portò alla cattura di oltre 100 appartenenti alla cosca Di Lauro del Rione dei Fiori.

Tornato da poco in circolazione, Di Caprio, però, avrebbe cambiato bandiera. Sebbene abbia mantenuto la sua residenza a Secondigliano, si sarebbe avvicinato a un’altra organizzazione criminale, quella dei Mazzarella. Di Caprio, infatti, sarebbe stato controllato dalle forze dell’ordine che operano nella zona del centro storico mentre si intratteneva con esponenti di spicco della cosca del rione Luzzatti, compreso Salvatore Barile alias ‘Totoriello’, ritenuto attuale reggente del sodalizio insieme al cugino Michele Mazzarella. Un particolare che ha attirato l’attenzione degli investigatori impegnati a fare luce non solo sull’accaduto ma anche sui diversi punti oscuri della vicenda. Tra questi anche un possibile collegamento con un altro ferimento, quello di Federico Grasso, avvenuto solo pochi giorni fa a Secondigliano.

Anche in quell’occasione, la vittima, un 45enne noto alle forze dell’ordine, fu raggiunto da due proiettili alla gamba sinistra durante, secondo la sua ricostruzione, un tentativo di rapina finito male. Un racconto, anche questo, che gli investigatori hanno preso con le molle. Quello che è certo, invece, è che due gambizzati in meno di una settimana hanno fatto alzare il livello d’attenzione sull’intera periferia nord dove, già da qualche mese, gli investigatori segnalano fibrillazioni tra i vari sodalizi di camorra.

Ultimo aggiornamento: 23:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA