Manager russo, concessi i domiciliari ma resta in cella a Napoli: manca il braccialetto elettronico

Lunedì 2 Dicembre 2019

Ha ottenuto gli arresti domiciliari ma è ancora in carcere perché manca il braccialetto elettronico: l'ottava sezione della Corte di Appello di Napoli, nella serata di sabato scorso, si è pronunciata a favore dell'attenuazione della misura cautelare del carcere nei confronti del manager russo Aleksandr Korshunov che, però, da allora è ancora chiuso nel carcere napoletano di Poggioreale in quanto manca la disponibilità del dispositivo.

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Korshunov, difenso l'avvocato Gian Domenico Caiazza, è in cella dalla fine dello scorso mese di agosto con l'accusa di spionaggio industriale contestata dagli Usa i quali hanno anche chiesto l'estradizione del manager. Per l'Fbi, infatti, avrebbe carpito informazioni segrete da ex dipendenti di alcune società consociate alla General Electric Aviation la quale produce, tra l'altro, motori per aerei.

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Anche la Russia ha chiesto l'estradizione del suo concittadino a cui il suo Paese d'origine contesta di avere sperperato una ingente somma di denaro pubblico per consulenze definite «di nessun valore» e cioè quelle attraverso le quali sarebbe entrato in possesso dei segreti. Korshunov, nell'udienza di sabato scorso, si è dichiarato innocente rispetto alle contestazioni che giungono dal suo Paese ma si è anche detto favorevole all'estradizione in Russia. 

Ultimo aggiornamento: 21:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA