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Alba di violenza a piazza Garibaldi, extracomunitario distrugge alberi e lancia bottiglie contro i passanti

Lunedì 23 Maggio 2022 di Antonio Folle
Alba di violenza a piazza Garibaldi, extracomunitario distrugge alberi e lancia bottiglie contro i passanti

Attimi di furia cieca e di paura questa mattina a piazza Garibaldi. Un extracomunitario, già noto in zona per le sue intemperanze e affetto da evidenti problemi di natura psichica, questa mattina poco prima delle sette, per ragioni ignote, ha sfogato la sua ira contro gli alberi della piazza, abbattendone ben sei. Dopo aver distrutto gli alberi l'uomo ha rivolto le sue "attenzioni" verso gli ignari cittadini che, di buon mattino, uscivano dalla stazione della Linea 1, lanciandogli contro sassi e bottiglie di vetro raccolte dai cassonetti. Solo dopo l'intervento dei militari impegnati nell'operazione Strade Sicure l'uomo si è calmato e pochi minuti dopo è giunta sul posto una volante della polizia che ha portato via l'extracomunitario che stazionava da alcuni minuti nell'area dell'anfiteatro.

Gli atti di violenza di questa mattina si stanno trasformando in una triste routine per gli abitanti e per i commercianti di piazza Garibaldi. Al mercatino della monnezza, allo spaccio di stupefacenti, alla vendita di merci contraffatte e ai piccoli reati predatori si aggiungono atti di violenza gratuita che, fortunatamente, stavolta si sono risolti solo con un enorme spavento per i passanti e per i residenti.

«Era una furia che nessuno sembrava in grado di contenere - il racconto di Gennaro, storico edicolante di piazza Garibaldi - terminata solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine. Adesso in piazza ci sono diversi alberi spezzati e crediamo che il Comune debba intervenire al più presto per sostituirli. Le istituzioni devono cominciare a prendersi le loro responsabilità su questa situazione - continua il commerciante -, hanno creato un ghetto popolato da gente in grado di distruggere alberi con un calcio o di lanciare bottiglie contro i cittadini che hanno la sola sfortuna di passare in strada durante i loro atti di violenza senza freni. E' il momento di intervenire, cominciando a spostare il mercato degli extracomunitari che, spesso, funge da rifugio sicuro per questi individui che si lanciano in incredibili atti di violenza contro la piazza e contro i cittadini che li stanno accogliendo, per poi rifugiarsi proprio tra le bancarelle. Noi siamo stanchi di questa situazione - ha poi concluso l'edicolante - e di dover fare di continuo la conta dei danni a piazza Garibaldi e alle nostre attività».

 

Più volte i residenti e i commercianti di piazza Garibaldi hanno chiesto un presidio fisso delle forze dell'ordine. La militarizzazione completa della piazza, infatti, sembra essere ormai "l'ultima spiaggia" per tentare di arginare gli atti di violenza che si registrano quotidianamente all'ombra della statua dell'Eroe dei due Mondi. La strada del presidio fisso, però, non sembra essere percorribile per almeno due buone ragioni: la prima è che la Questura non dispone di personale a sufficienza per un monitoraggio costante di una piazza così estesa e trafficata, la seconda - e ben più importante - è relativa alle difficoltà di carattere burocratico e legale a cui vanno incontro gli stessi esponenti delle forze dell'ordine quando si trovano a fare i conti con episodi come quello di questa mattina.

Circa due ore dopo l'arresto, infatti, l'extracomunitario che ha messo a soqquadro la piazza, distruggendo gli alberi e seminando il panico tra i passanti, era nuovamente a piede libero e circolava liberamente proprio nel "luogo del delitto". 

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«Ci hanno messo anni per restituire finalmente piazza Garibaldi ai cittadini - denuncia Adelaide Dario del Comitato Vasto - e nel giro di pochi mesi la piazza è stata già nuovamente distrutta. Se le leggi italiane non cambiano ci troveremo sempre di fronte a episodi di questo genere, sperando che non capiti mai a noi di essere feriti da questi individui ormai fuori controllo. Anche le forze dell'ordine hanno le mani legate e, infatti, le persone che mettono a segno violenze di questo tipo sono quasi sempre le stesse, arrestate più volte. Tutto inutile - continua l'attivista - se questi violenti poi non fanno nemmeno un giorno di carcere. Il Prefetto, il Questore e il Sindaco di Napoli devono sedersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni concrete per un problema che sta facendo scappare via la parte migliore di questo territorio, lasciandolo alla mercè di questi sbandati. Il tempo delle chiacchiere e delle belle promesse deve finire - conclude Adelaide Dario - noi preferiamo di gran lunga una piazza militarizzata ad una piazza dove anche solo uscire di casa può essere un pericolo a causa di chi crede di vivere in una giungla e non in una città civile».

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