Tangenziale di Napoli, che caos: «Allucinante, mai visto un ingorgo così». Caccia ai percorsi alternativi

Martedì 22 Ottobre 2019 di Gennaro Di Biase
Una coda di lamiere di cui davvero non si vede la fine. Siamo ai piedi della rampa d'accesso alla tangenziale di corso Malta, alle 18 circa di ieri. Coda per Pozzuoli e Per Capodichino attenzione lavori sono i due laconici messaggi che si alternano sul display d'ingresso della bretella stradale. Viabilità bloccata, dunque, in attesa delle verifiche strutturali e dei lavori in corso sul viadotto di Capodichino. Intorno alla rampa, e per circa 1,5 km, si alternano invece gli sbuffi, i sospiri, le telefonate concitate e la rabbia di migliaia di automobilisti che hanno perso ogni speranza, imbottigliati in un traffico «mai visto». «Ma perché c'è questo traffico? - si domanda Mario Carbone, dipendente di Hitachi, che ieri ha passato nel traffico la metà del suo tempo libero, ore di sonno comprese - In un'ora e 20 ho percorso 500 metri. Sono uscito dal lavoro alle 16.30, alle 18 non ho nemmeno preso la tangenziale. Starei tornando a Pozzuoli da moglie e figli, ma non arriverò prima delle 19, se tutto va bene». Dalla Spagna a Napoli, in aereo, ci si impiega più o meno lo stesso tempo.

 

L'AMAREZZA
Non suonano nemmeno più il clacson, gli automobilisti spazientiti. Per lo più si tratta di lavoratori provenienti dal Centro Direzionale che attraversano una zona già trafficata ma che, con le limitazioni di corsia, sfiora il guinness dei disagi: «Ci ho messo un'ora per arrivare qui dal Tribunale - spiega Maria Rosa Mirabella - Torno dal lavoro, faccio la consulente Inps». Poi sospira e finalmente percorre un metro. Quindi frena di nuovo, come centinaia di macchine davanti alla sua. «I miei figli, se vogliono vedermi, stasera devono venire nel traffico - continua Carbone - Di solito per entrare in tangenziale dal ponte del Centro Direzionale ci metto 5 minuti, e 35 minuti totali per arrivare dalla sede dell'azienda a Pozzuoli. Stasera ci ho messo più del doppio solo per arrivare qui. Inoltre, sono anche senza sigarette». Sarà un lungo viaggio. Imbottigliata nella paralisi c'è anche una coppia di ucraini: «Abitiamo a Napoli - dice Michele Gavrilyuk - e siamo abituati al traffico. Ma così mai». «Lavoro alla Asl di piazza Nazionale - racconta Anna De Rosa - Non sapevo che avrei trovato questo ingorgo».
I PERCORSI ALTERNATIVI
Finito il tempo di lavoro, dunque, inizia il tempo del traffico. La rampa di corso Malta è uno snodo cruciale per la viabilità cittadina. Ecco perché, assieme all'esasperazione, negli animi degli automobilisti monta anche il rebus dei percorsi alternativi alla tangenziale per affrontare questi giorni difficili. Le ipotesi più gettonate sono due: i mezzi pubblici e le strade interne. «Avevo preso due ore di permesso per portare mio figlio in piscina a Fuorigrotta alle 17 - si sfoga Saverio Gioffrè, un programmatore che lavora a via Gianturco - Sono in ritardo di un'ora e non ho ancora nemmeno preso la tangenziale. Domani prenderò la metro, se passa e quando passa». Se c'è diffidenza sul trasporto pubblico, non entusiasma neppure la via del percorso cittadino, resa più complessa dal divieto di circolazione in tangenziale per mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate. I camion in giro, quindi, aumenteranno tra Capodichino, piazza Carlo III e Poggioreale. «Senza rampa sarò costretto a guidare per le strade interne - spiega Giovanni Formato, insegnante - passerò da via Colonnello Lahalle e dall'Arenaccia. Saranno giorni duri, perché le vie interne sono spesso intasate, specialmente all'orario di uscita da scuola». «Molti opteranno per l'Asse Mediano - aggiunge suo figlio Alessandro, che guida di fianco a lui - ma su via Masoni nelle ultime settimane ci sono state due frane. Di fronte all'aeroporto ci sarà una paralisi».
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