Alta velocità, la Tav di Afragola collegata al metrò: parte la sfida

Venerdì 19 Luglio 2019 di Nando Santonastaso
L'obiettivo è ambizioso ma non più impossibile: trasformare la stazione ferroviaria Alta Velocità di Afragola in una nuova porta di ingresso alla rete metropolitana di Napoli e, allo stesso tempo, connettere tra loro la maggior parte dei Comuni della cintura nord-orientale della città favorendone l'accessibilità al capoluogo partenopeo.
 
Dopo decenni di annunci e di ripensamenti, ecco l'accelerazione con l'avvenuta aggiudicazione ieri del bando della Regione Campania per uno studio di fattibilità tecnicoeconomico della Linea 10 che di fatto rende finalmente concreta l'ipotesi di un collegamento tra la stazione metropolitana di Cavour-Museo e la stazione AV di Afragola.

Un intervento di enorme impatto se solo si considera la possibilità di connettere alcune delle aree a più alta densità abitativa della città, oggi totalmente escluse dal sistema del trasporto pubblico su ferro, come quella gravitante intorno a piazza Carlo Iii (piazza Ottocalli e i Ponti Rossi) e il quartiere di San Pietro a Patierno. «Ci siamo ispirati ad una logica di partecipazione che mette al centro le esigenze delle aree interessate», spiega Salvatore Rionero, ad del gruppo Tecnosistem, la più grande società di ingegneria del Sud (da 43 anni in prima fila sul fronte delle infrastrutture regionali di trasporto ferroviario), che si è classificato al primo posto della gara bandita dall'Agenzia regionale alla mobilità (importo circa 4 miliardi di euro finanziati con il Fondo sviluppo coesione nell'ambito del Patto della Regione Campania). E aggiunge: «La logica progettuale prevede che il nuovo collegamento farà da premessa a una trasversale azione di rigenerazione urbana attraverso il recupero di aree spesso dismesse e degradate. Elemento distintivo del progetto sarà infatti anche la qualità architettonica delle stazioni in un approccio di cucitura tra la stazione stessa e il contesto urbano».

Il tracciato ruota attorno a tre nodi capisaldi: la stazione AV di Afragola, il nodo Di Vittorio/aeroporto, le stazioni Museo /Cavour. Attorno ad essi verranno individuate le localizzazioni di tutte le altre stazioni intermedie che, quando possibile, avranno una distanza media inferiore al km, così da garantire una efficace cucitura intracomunale della rete. Le stazioni intermedie potrebbero essere Foria, ubicata in corrispondenza dell'Orto botanico; Carlo III e Ottocalli, con uscite nelle due omonime piazze; Leonardo Bianchi, lungo calata Capodichino; Di Vittorio, di interscambio con la linea 1-Metrocampania Nordest; Cassano-Berlingieri, a servizio del quartiere di Secondigliano; Casavatore e Casoria, che, pur localizzate oltre i confini comunali, offrono un adeguato servizio metropolitano al quartiere di San Pietro a Patierno.

Al momento l'opera non è finanziata ma è difficile dare torto a Rionero quando sottolinea che si tratta della prima nuova idea di sviluppo del trasporto ferroviario a Napoli per il futuro. «Oggi stiamo lavorando ancora su progetti di 20 anni fa», aggiunge l'ad di Tecnosistem che nel gruppo di lavoro è stata affiancata da Idom, da una delle maggiori società di ingegneria nel panorama mondiale, da Rocksoil per la geotecnica e le strutture interrate, e da professionalità assolute come il prof. Pasquale Miano (Dipartimento Architettura della Federico II) per l'urbanistica e l'Ing. Antonio Masturzo per i Criteri Ambientali Minimi (CAM) mentre al Dipartimento di Ingegneria civile edile e ambientale della Federico verrà affidato il compito di elaborare modelli trasportici innovativi, partendo dal notevole patrimonio in termini di dati specifici relativi all'area dell'intervento di cui lo stesso Dipartimento dispone. © RIPRODUZIONE RISERVATA