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Ambulanti in crisi, da Caivano l'appello ai Comuni: il nostro futuro dipende dalle nuove tariffe

Lunedì 6 Giugno 2022 di Rosaria Rocca
Il delegato degli ambulanti Antonio Granello

Il mercato settimanale rappresenta la tradizione delle piccole realtà locali, come quelle della provincia di Napoli Nord, ma la crisi del settore potrebbe portare verso la sua fine. L’emergenza sanitaria ha avuto ripercussioni serie e, ormai, ci sono sempre meno ambulanti. La situazione potrebbe peggiorare ancora di più e da Caivano è partito l’appello alle amministrazioni comunali. Antonio Granello è il delegato per la provincia di Napoli Nord dell’Unione Nazionale Venditori Ambulanti, guidata dal presidente Mario Petrillo. Ascolta ogni giorno i colleghi che lavorano in tutte le città della provincia: «Dopo due anni disastrosi, tra aperture e chiusure, i mercati sono vuoti. Circa il 30% ha abbandonato a causa dell’emergenza sanitaria. Nel 2020 abbiamo avuto dallo Stato un esonero, poi esteso dai Comuni che hanno compreso la gravità. Lo scorso anno, non abbiamo pagato l’occupazione del suolo pubblico. Stessa cosa fino a marzo 2022». 

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Gli ambulanti attendono le nuove tariffe: «Come associazione, nei Comuni fino a 10mila abitanti chiediamo 7 centesimi al metro quadro al giorno per tutti e 8 centesimi fino a 30mila abitanti. Nelle realtà superiori a 30 e fino a 100mila, chiediamo 13 centesimi e mezzo. È una voce di spesa primaria per questo tipo di attività che è allo sbando. Non sappiamo se e quando ci riprenderemo. In sostanza, un posteggio di 50 metri costerebbe circa 4 euro al giorno nei Comuni della provincia a nord di Napoli. Il Governo ci è venuto incontro perché ha capito la gravità della cosa e lo stesso dovrebbero fare, quindi, le amministrazioni locali. Siamo in bilico e il nostro futuro dipende da queste tariffe. Stringiamo i denti ma chiediamo sostegno». 

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