Napoli, addio bus per la provincia:
l'Anm dismette ben 75 linee

Sabato 9 Giugno 2018 di Pierluigi Frattasi
«Gli scioperi dei trasporti mettono in difficoltà la città. In questo momento difficile per Anm, non si possono anteporre le aspettative personali alla salvezza dell’azienda. Invitiamo i lavoratori al senso di responsabilità. Ora prevale l’esigenza di risanare. Le indennità arretrate? Non possiamo pagarle adesso, sono congelate con gli altri debiti. Ma stiamo lavorando per tagliare subito i superminimi dei funzionari». Non ha dubbi Nicola Pascale, dal 19 marzo scorso amministratore unico dell’Anm. Tra le prime azioni, una sterzata soprattutto sulla lotta all’evasione, partecipando personalmente anche ai blitz dei controllori ai tornelli. La deadline del concordato fallimentare è fissata al 3 luglio. Intanto, il 22 giugno ci sarà lo sciopero Anm: le funicolari (Centrale, Chiaia, Montesanto e Mergellina) si fermeranno per 24 ore, per iniziativa di Ugl e Cisal. Bus, metrò e parcheggi per sole 4 ore, per la protesta di Usb, Orsa e Confail. Mentre l’Anm ieri ha annunciato che non parteciperà alla gara regionale per il Lotto 4, corrispondente all’area metropolitana di Napoli, da 33 milioni di km e oltre 100 milioni di euro per gestire i trasporti su gomma. L’azienda dismetterà 75 bus e 253 dipendenti (180 autisti e 73 indiretti, tra operai, manutentori e amministrativi) delle linee suburbane. Mezzi e uomini saranno trasferiti a chi si aggiudicherà il bando. Attualmente si è già candidata l’Eav che corre in partnership con Bus Italia. Rebus sulla Ctp. Nelle prossime ore, Anm lancerà la manifestazione d’interesse per trovare i volontari. Se non saranno sufficienti, si sceglierà per anzianità lavorativa. 
Perché avete deciso di dismettere i bus per la provincia?
«Un lotto da oltre 100 milioni è rivolto a grandi player. Noi non parteciperemo, perché la parte che gestiamo ora con un contratto del 2003 con Città Metropolitana vale solo 10 milioni».
Quali sono i risultati sulla lotta all’evasione?
«Da gennaio ad aprile, i verbali sono cresciuti del 47%, passando da 1.900 a 2.800. Abbiamo unificato la controlleria su gomma e ferro. La vendita a bordo dei ticket sta decollando. Nei prossimi giorni gireranno spot anti-evasori sui monitor di metrò e funicolari per sensibilizzare all’acquisto del biglietto».
L’Eav ha obbligato i controllori a emettere un minimo di 3 multe al giorno. Che ne pensa?
«Noi abbiamo fatto una cosa diversa. Abbiamo messo a regime l’iter di lavorazione dei verbali, velocizzando notifica e iscrizione a ruolo della cartella esattoriale. Siccome i verificatori prendono l’incentivo solo a multa incassata, in questo modo ricevono anche il giusto riconoscimento».
Il ticket aumenterà a 1,20 euro quest’anno, come prevedeva il vecchio piano di rientro?
«Per il momento non abbiamo ancora fatto richiesta. Ma la decisione spetta a Comune e Regione».
Gli infopoint che vendono i ticket ai turisti sono dimezzati dal primo giugno. Li riaprirete?
«È un effetto imprevisto della riqualificazione dei dipendenti inidonei. Alcuni sono tornati autisti, altri ricollocati come controllori. Stiamo cercando di trovare una soluzione. Speriamo per l’estate».
Le funicolari si fermeranno per la terza volta per la protesta dei capiservizio sui criteri di inquadramento. Perché non si trova una soluzione?
«La riorganizzazione dei parametri più alti ci consente di fare economie ed efficientare la gestione. Non ci sono arretramenti di carriera. Alcuni contestano che così si frenano le prospettive di crescita professionale, ma non è così. Questi scioperi fanno male a Napoli. Se guardiamo alle adesioni, i numeri sono molto ridotti: 4 persone il primo, 9 il secondo, su 50 dipendenti, hanno tenuto in scacco la città. Serve responsabilità».
I sindacati chiedono certezze sul futuro e sui pagamenti. Come stanno le cose?
«I premi di produttività 2016 rientrano nel concordato e sono congelati. Se li pagassimo, violeremmo la par condicio. Stiamo completando in queste ore il monte dei debiti-crediti non solo verso i fornitori, dipendenti e professionisti, ma anche verso il fisco. Poi ci sarà il piano di rientro, che indicherà quantità e tempi. I debiti saranno classificati per tipologia. Per alcuni ci sarà compensazione totale, per altri parziale».
Taglierete i superminimi a dirigenti e funzionari?
«Abbiamo una specifica consulenza legale sul tema. Non è escluso che si faccia qualcosa già questo mese. Stiamo studiando come rivedere gli aspetti retributivi, in relazione allo stato di difficoltà dell’azienda».
I sindacati hanno denunciato anche promozioni?
«Assolutamente no. Abbiamo avviato una procedura interna trasparente per colmare il vuoto di un dirigente con inquadramento più alto andato in pensione».
Quando torneranno a circolare i tram?
«Il Comune ha rescisso il contratto di via Marina. Ci incontreremo con i tecnici responsabili per capire se possiamo fare qualcosa anche noi. Se c’è l’esigenza di sinergie, siamo a disposizione. Manca davvero poco: 60 metri di armamento ferroviario e rete aerea».
Chiuderete il Garittone il 30 giugno?
«Sì, tenerlo aperto non ha senso. Vi escono 30 bus al giorno, contro i 150 degli altri. I servizi miglioreranno perché concentreremo autisti e manutenzioni in un unico deposito, in più risparmieremo 800mila euro l’anno. Abbiamo fatto un appello tra i dipendenti e molti chiedono il trasferimento non solo a Cavalleggeri e Carlo III, ma anche a via delle Puglie». © RIPRODUZIONE RISERVATA