Annalisa Durante, decine di libri per ricordarla Foto

Sabato 20 Febbraio 2016 di Maria Elefante
Annalisa Durante, decine di libri per ricordarla Foto

Leggi a Forcella ma vedi la Sanità. La periferia è dentro la periferia attraverso i libri degli scrittori napoletani e le fotografie di professionisti e dei loro allievi. Due quartieri che si sono combattuti anche a colpi di pistola si incontrano e varcano i confini della camorra usando la cultura. E lo fanno nel giorno in cui cade l'anniversario della nascita di Annalisa Durante. «Quattordici anni che si sono messi in mezzo ai proiettili, insieme al suo diritto di stare lì e quell'ora». Parole, quelle di Erri De Luca che suonano come un manifesto che quasi vuole liberare la città da una sorta di coprifuoco.

«Uccisa per sbaglio: questa definizione è falsa. Lei è stata uccisa per il diritto di tutti di stare li in strada e a quell'ora» conclude lo scrittore. Un pensiero che l'assessore Alessandra Clemente condivide e diffonde attraverso le pagine dei sui social «mettetevelo bene in testa» scrive. Nello spazio comunale «Piazza Forcella» da due anni trasformato in una biblioteca per il quartiere, il papà di Annalisa, Gianni, e l'assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, hanno accolto i «regali» per la ragazza che ieri avrebbe compiuto 26 anni. «Abbiamo voluto toccare le corde del sentimento e promuovere non solo la cultura ma il risveglio della coscienza spingendo la gente di Napoli a fare gesti concreti come le donazioni dei libri» spiega Pino Perna presidente dell'associazione Annalisa Durante. Volumi che gli scrittori napoletani hanno donato con una dedica alla memoria della vittima innocente della camorra: Erri De Luca, Enza Alfano, Vittorio Del Tufo, Antonella Ossorio, Paolo Miggiano, Anna Russo, Giancarlo Marino, Valeria Perrella, Maurizio De Giovanni, Mario Scippa e molti altri.

Una giornata indimenticabile, a cui hanno partecipato don Tonino Palmese, Isaia Sales, Michele Serio e il questore Guido Marino, dove i libri sono arrivati anche da associazioni come «Studenti contro la Camorra» dalla Regione Campania e da case editrici come Feltrinelli e Pironti. «Vogliamo utilizzare la lettura e la chiamata alle arti per cambiare le cose nel nome di Annalisa». L'assessore Nino Daniele punta al riscatto delle coscienze attraverso il sapere e l'impegno dei residenti. Cittadini che hanno imparato a convivere con la paura, con le guerre tra i clan e ora con l'Esercito in strada. «I militari certamente garantiscono maggiore sicurezza, ma diffondendo la cultura si può arrivare soprattutto ai ragazzi che distruggono la loro vita quando seguendo modelli sbagliati». L'evento comprende anche una mostra fotografica che si inserisce in un progetto iniziato nel dicembre del 2014 e attivo fino al prossimo giugno, realizzato nell'ambito di Percorsi d'arte, l'attività di riqualificazione urbana e di formazione culturale e professionale promossa dal Comune di Napoli, elaborato e curato dalle associazioni I Teatrini, 180° Meridiano, Muricena Teatro e Teatri di Seta, e finanziato attraverso il bando nazionale Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

«Con questa iniziativa coinvolgiamo i giovani fino ai 35 anni - spiega Pino Miraglia, organizzatore insieme a Luigi Marsano e Raffaele Parisi - Lavoriamo in questo quartiere da 14 mesi e termineremo a giugno, vogliamo invitare le persone a vivere il quartiere, superare la paura e l'indifferenza». Il progetto vuole ridurre le distanze tra i quartieri e ieri un primo passo è stato compiuto attraverso la mostra fotografica sul rione Sanità all'interno dello spazio comunale di «Piazza Forcella». A cura di Sergio Siano, Roberto Stella e Luigi Crispino, a Forcella si raccontano, attraverso gli scatti degli allievi del corso Upnea, i volti, i mestieri, i dolori, gli umori dello storico quartiere napoletano. Nella mostra, aperta tutti i giorni fino al prossimo 20 marzo 2016, le tante opere documentano lo studio appassionato realizzato dai fotografi che hanno contribuito ad unire così due quartieri. Periferie accomunate da una ferita profonda. Quella della morte di due giovani, Annalisa Durante e Genny Cesarano. Due ragazzini «Che rappresentano un dolore fortissimo - dice Padre Antonio Goffredo parroco della Sanità -. Nei confronti di questi ragazzi ci sono promesse che non sono state mantenute ». «Ma è fondamentale che tutti facciano la propria parte - spiega invece il questore Marino - non servono eroi o sceriffi, ma occorre che tutti si impegnino a fare la propria parte. Le persone si aspettano norme adeguate per chi delinque».