Annuncio di lavoro choc a Napoli: «Cerchiamo receptionist, mandare foto in costume»

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Valerio Iuliano
Annuncio di lavoro choc a Napoli: «Cerchiamo receptionist, mandare foto in costume»

Se sei una giovane donna e cerchi un'opportunità di lavoro come receptionist, per candidarti devi inviare una foto a figura intera in costume da bagno. L'incredibile annuncio è apparso ieri su alcuni siti web specializzati. A pubblicarlo è stata una società con sede a Napoli, la cui offerta, nelle prime righe, non avrebbe nulla di originale, se non fosse per l'assurda referenza richiesta nel corpo del testo.

«Cerchiamo una receptionist - si legge nell'annuncio di Medial S.r.l. pubblicato online - che parli inglese fluentemente, dimostrabile con attestati o referenze specifiche. La candidata dovrà avere un massimo di 30 anni, essere automunita, avere un carattere solare e di bella presenza». L'annuncio, fino a questo punto, appare piuttosto ordinario, quasi un copia e incolla di migliaia di offerte di lavoro che appaiono sul web. Ma la bella presenza, evidentemente, deve essere dimostrata ancora prima dell'eventuale colloquio. «Si richiederà - prosegue il dettaglio degli skill richiesti - l'invio di una foto a figura intera in costume da bagno o similare. Si offre un contratto a tempo indeterminato. L'orario di lavoro sarà a giorni alterni di 8 ore per un totale di 24 ore lavorative settimanali. Retribuzione netta complessiva di 500 euro mensili». L'esiguità dello stipendio non è, ovviamente, l'unico aspetto stigmatizzato sul web. Il requisito della foto in costume da bagno o similare, per poter accedere al colloquio, semina dubbi sul contenuto dell'offerta. Viene naturale chiedersi quale possa essere il legame tra un incarico da receptionist in una società che si occupa di vigilanza e portierato e «che offre alla clientela la massima professionalità nella sicurezza globale», come si legge sul sito della società - e l'aspetto fisico in costume da bagno delle candidate. Altre perplessità derivano dall'uso dell'aggettivo similare, come alternativa al costume stesso. Cosa vuol dire? 

L'annuncio è stato rilanciato ieri da moltissimi siti specializzati e dai social network. E nel giro di poche ore è stato poi modificato. Il precedente riferimento alle foto discinte è stato sostituito da un ordinario «invio di curriculum con foto». Per gli esperti, sussistono dei dubbi sull'identità del mittente dell'annuncio. Qualcuno ipotizza che a redigerlo possa essere stato un anonimo internauta per procurarsi foto di ragazze svestite o di un hacker intenzionato a sfruttare, per ragioni misteriose, il nome dell'azienda partenopea. Ai telefoni non risponde nessuno: la società si sarebbe giustificata parlando di errore materiale, una distrazione da parte dell'autore «inesperto» dell'inserzione che poi, infatti, è stata modificata. 

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Ma nel frattempo la bufera è scoppiata e si è accresciuta con il passare delle ore rimbalzando sulle agenzie di stampa e sui siti online. Per il ministro del Lavoro Andrea Orlando è il caso di fare luce su tutta la vicenda: Orlando ha infatti chiesto al direttore dell'ispettorato del Lavoro Bruno Giordano di inviare ispettori a Napoli. L'ispezione è già stata avviata con la convocazione del responsabile dell'azienda. Restano le perplessità su un episodio che, in ogni caso, suscita lo sdegno dell'opinione pubblica. «Queste richieste sono inaccettabili. Cosa si nasconde dietro questa richiesta offensiva e sessista?», si chiede il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli. Mentre il consigliere regionale della Lega Severino Nappi sottolinea che «chiunque ha il diritto di essere valutato per le proprie capacità, per le proprie esperienze e non certo per il proprio aspetto fisico». E l'assessore al Lavoro del Comune di Napoli Chiara Marciani spiega: «È un annuncio assurdo, scandaloso sotto tutti i punti di vista, a partire dalla ricerca di una donna sotto i 30 anni e dello stipendio che è assurdamente poco adatto all'impegno. Resta il problema del sessismo». Per saperne di più sulla ricerca di «receptionist con foto in costume», quindi, bisognerà attendere l'esito degli accertamenti, da parte dell'Ispettorato Nazionale del lavoro. «Nel 2020 - si legge nell'ultimo report annuale dell'Ispettorato - il personale ispettivo ha avviato nuovi controlli nei confronti di 103.857 aziende, tra cui 83.421 controlli in materia lavoristica, di legislazione sociale e di salute e sicurezza sul lavoro». La percentuale di irregolarità ravvisata è del 66 per cento. Sono 82mila i lavoratori irregolari. L'accertamento appena avviato, a quanto pare, ha un contenuto inedito, anche per gli ispettori. 

Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA