Napoli. Bindi: «Nessuno si distragga dalla lotta alle mafie, per combatterle non bisogna essere eroi»

Mercoledì 2 Dicembre 2015
«Nessuno si distragga nella lotta alla mafie, il terrorismo va combattuto con tutti gli strumenti a disposizione, naturalmente riaffermando i principi fondamentali della nostra Costituzione e del nostro ordinamento, ma nessuno si distragga dalla lotta alle mafie».

Così a Napoli, Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia. «Le mafie sono dentro la nostra storia e ne hanno attraversato le fasi più importanti e hanno saputo approfittare di tutti gli eventi storici. Sicuramente sapranno approfittare anche di questo - ha aggiunto - Quindi lottare contro la mafia significa intercettare possibili connessioni con il terrorismo e quindi possibili strategie per contrastarle».



«Questo movimento rischia di perdere quella forza che è fondamentale per combattere la mafia, quindi vogliamo dare un contributo per rilegittimare e anche per collocare il movimento antimafia nella lotta alla mafia di oggi, non solo quella delle stragi del '92, perche' le mafie sono profondamente cambiate e occorre una coscienza civile nuova nel Paese per fare una lotta vera».

Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia, parla così della inchiesta sul movimento antimafia. «Alcuni fatti che si sono verificati rischiano di appannare un movimento al quale dobbiamo tanto anche per i risultati ottenuti - ha detto Bindi a Napoli - perché se dobbiamo ringraziare magistrati e forze dell'ordine dobbiamo anche riconoscere che il movimento civile, sociale ed economico nato dopo il '92 e' stato determinante soprattutto per dare un colpo forte a Cosa nostra e per creare una coscienza nel Paese di consapevolezza dell'esistenza della mafia e dell'esigenza di combatterla».

«Dice Fava che l'antimafia ha fatto più danni della mafia? Questo non mi sentirei di affermarlo. Un'antimafia deviata fa danni - sottolinea - un'antimafia che e' uno strumento in mano alle mafie fa più danni della mafia. Dobbiamo combattere la forza della mafia con un'antimafia forte, coerente, irreprensibile e capace di superare questo concetto di eroismo. Per combattere la mafia non bisogna essere eroi bisogna essere cittadini normali che fanno il proprio dovere e se persone come Don Diana come Falcone e Borsellino Pio La Torre sono stati ammazzati è semplicemente perché facevano i magistrati, i giornalisti, i preti e sono diventati eroi perché noi non abbiamo fatto altrettanto».