Arrestati in Campania due complici dell'omicidio dell'architetto Mottura

Venerdì 1 Ottobre 2021
Arrestati in Campania due complici dell'omicidio dell'architetto Mottura

Vivevano in Campania due complici accusati dell'omicidio di Roberto Mottura. A quasi quattro mesi dalla notte in cui l'architetto di 49 anni è stato ucciso nella sua abitazione di Piossasco, nel Torinese, i carabinieri hanno fermato tre uomini. Sarebbero stati loro a introdursi nella villetta sotto il monte San Giorgio, in cerca di qualcosa da rubare, per poi fuggire una volta sorpresi esplodendo il colpo di pistola che ha colpito il proprietario di casa.

Trentenni di origini albanesi. «Spero marciscano in galera - è la reazione del fratello della vittima, Enrico, alla notizia dei fermi -. Per un furto questi ammazzano una persona per portare via quattro oggetti. È pazzesco». Un furto sfociato in rapina e finito nel peggiore dei modi. Il colpo di pistola calibro 22 ha reciso l'arteria femorale del professionista.

Per una banconota da 50 euro, il magro bottino tirato su dai tre, che sono ora in attesa della convalida del fermo. L'ipotesi che conoscessero la vittima, o la sua abitazione, è caduta nel vuoto. Prima della notte del 9 giugno nessuno di loro aveva avuto contatti con l'uomo, sposato e con un figlio che si trovava in casa. A sparare sarebbe stato il più anziano dei tre, un 29enne che per quel colpo si era portato dietro due "pendolari del furto" residenti in Campania, pronti a far razzie per poi rientrare presso le loro abitazioni, nel Sud Italia.

Resta solo da capire chi sia rimasto fuori da quella villetta a fare da palo. Il 29enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, e sembra che lo stesso vogliano fare i due complici, in carcere a Santa Maria Capua Vetere. «Spero davvero che questa storia sia arrivata ad una svolta. Lo spero per la famiglia di mio fratello, per i miei genitori, per tutti noi. Questi mesi sono stati terrificanti», dice ancora Enrico, il fratello dell'architetto ucciso.

 

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